Magazine Diario personale

Aridatece il dibbbattito.

Creato il 23 dicembre 2019 da Cristiana

In questi giorni (non dirò chi, non dirò dove) abbiamo incontrato una ragazza a cui nel giro di pochi mesi è stato asportato l'utero per un tumore. Come accade a volte le sono state lasciate le ovaie. E' giovane, sposata da poco. Immaginate cosa voglia dire. parlato a lungo anche di adozioni (loro sono etero quindi la cosa è più semplice).
Siccome non mi tengo un cecio in bocca davanti a queste cose le ho suggerito di congelare gli ovuli per avere poi tempo di decidere.
Si capisce bene che non avendo l'utero avrebbe un'unica scelta sul come usarli.
Abbiamo
Alla fine le ho mandato qualche link delle Famiglie Arcobaleno, Associazione genitori omosessuali e le ho fatto vedere delle foto dei bimbi dei nostri amici gay per trasformare un pensiero colpevole (ci avevano pensato eccome alla gestazione per altri) in una realtà meno traumatica.
Il caso ha voluto che in mattinata mentre aspettavo che dimettessero Claudia dal Gemelli con un ovaio in meno mi sono messa a discutere con Carlo Calenda che evidentemente dopo avere lanciato la sua marcia sul Campidoglio (perché che fai dopo avere fondato due partiti, esserti candidato con un terzo alle Europee, che non ti candidi a sindaco di Roma?) ha ovviamente seguito le orme rutelliane dello sparare una qualche cazzata sui temi etici dichiarandosi contro l'utero in affitto in un sintetico tweet in cui l'interlocutore parlava di lobby gay (ah ste potentissime lobby, manco la fila al Gemelli ci ha fatto saltare!).

Ora io non sono così idiota (come non lo sono i molti genitori gay maschi che conosco) da non vedere l'enormità della gestazione per altri come un enorme tema di cui discutere e proprio perché la vedo mi piace discuterne. In privato, in pubblico. Perché è discutendo, affrontandone la complessità che ho costruito negli anni un'opinione sul tema. Ecco dei politici di questo tempo (e vale ahimé per gli pseudo campioni del progressismo in cui si annovera Calenda e su questo tema anche Renzi) mi manca da morire la voglia di parlare. Di ascoltare. Di accettare che un tema che riguarda la vita, la morte, il dare la vita, non possa essere derubricato a slogan surfista (le famose frasi che cavalcano le panze), ma necessiti di dibattiti. In ospedale abbiamo assistito (nostro malgrado e tranne quando il frate è venuto ad accendere la messa in filodiffusione) ad ore di Barbara D'Urso su minchiate colossali.

Vi prego ridateci il dibattito. Quello con due BB. Ridateci la profondità. Le tre dimensioni, la prospettiva. Ridateci le discussioni in cui la pensiamo diversamente e parliamo, parliamo, parliamo. Vi prego.

Aridatece il dibbbattito.

Pubblicato da calicata

Classe 1976, ingegnere meccanico, da aprile 2019 , dopo 15 anni nell'automotive e quasi 15 traslochi in giro per l'Italia e l'Europa, sono General Manager di una realtà italiana del settore food (Eccellenze Campane) o come preferisco dire "cibo", uno dei beni comuni del nostro Paese. Una missione organizzativa e manageriale bellissima che sposa la mia passione per il buono del nostro Paese con le cose che ho imparato in ambito retail. Da maggio 2015 a dicembre 2018 ho fatto parte del Consiglio di Amministrazione (CDA) di ANAS, cercando di servire il Paese e di dare un piccolo contributo per colmare il gap infrastrutturale italiano. Ho scritto libri: Quattro ed.Il Dito e La Luna 2006, Verrai a Trovarmi d'inverno ed. Hacca, 2011, "Ho dormito con te tutta la notte", ed. Hacca 2014. Vedi tutti gli articoli di calicata

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