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Aspettando Gold: La Trilogia dei Wired

Creato il 27 ottobre 2017 da Anncleire @anncleire

Tanto tempo fa, ok non così tanto tempo fa, ho conosciuto una persona speciale, una persona che ha completamente cambiato la mia visione del mondo. Lo ha fatto con l’eleganza e l’umiltà che la contraddistinguono sempre, con una certa dose di forza e sfrontatezza. Lo ha fatto anche crescendo insieme a me, studiando leggendo amando, e lo ha fatto chiedendo, perché come me ha imparato che chiedere è la forma migliore di comunicazione possibile. E da allora stiamo compiendo un viaggio bellissimo che passa anche attraverso la parola scritta, che passa anche attraverso le storie.

Perché in fondo è sempre la stessa storia.

Una di queste storie è una trilogia, un fantasy/sci-fi, una storia che si nutre di connessioni, di futuro, ma anche di passato, di storia e di scienza, di politica e di fede e soprattutto di amore. Perché sarebbe un po’ presuntuoso scegliere un'altra forma di comunicazione. Sto parlando de la Trilogia dei Wired di Mirya, iniziata con Glitch, proseguita con Beta e che finirà a breve con Gold. Leggerla è come immergersi in un mondo che non esiste, ma che esisterà, un mondo che sembra lontanissimo e invece è molto vicino. Ci sono certi libri che non puoi neanche immaginarli, che fanno male prima ancora di iniziare a leggerli. Ci sono certe storie che non hanno niente di lineare ma sono graffi e spine, incontri e scoperte, che lasciano scappare singulti ad ogni pagina. Ci sono certi libri che non perdonano, che trascinano in fondo, tra le pagine, alla ricerca di un significato molto più profondo. E la trilogia della prof ferrarese è così, non lascia scampo, neanche quando si arriva all’ultima pagina. I fatti che in Glitch sembrano solo quelli di una coppia che si ritrova innamorata, non sono come appaiono, ogni dettaglio nasconde un risvolto che all’inizio neanche lo si immagina. Leanne e Caleb sono solo il pretesto per gettare le basi di uno scontro epico, millenario, che si protrae nel tempo e nello spazio.

Qualcuno o qualcosa muore. Qualcuno o qualcosa rinasce.

È la bellezza di una storia che si innesta su un contesto molto scientifico, ma poi vola con la fantasia verso un mondo che è tutto interiore, che nasconde molti lati oscuri, che pone molte domande. Il fil rouge è quello delle domande filosofiche, ma c’è anche tanta vita. Da un lato c’è la studiosa Leanne, la Bug, la donna dei libri e dell’impegno, che sviscera e smantella tutto. Poi c’è Caleb, il Ragno, che strisciando e calcolando arriva ad ottenere ciò che vuole, ma che non finisce mai di andare oltre. Adam, l’Anomalia, il diverso tra i diversi, il protagonista indiscusso di una guerra che si prospetta letale da più punti di vista. Gregory e Felix i gemelli capaci di cambiare tutto, con la loro simpatia, la loro fame, la loro gioia. Edelweiss, forse il mio personaggio preferito, è meravigliosa, una ventata d’aria fresca, che ascolta tutti con grande attenzione. E Beniamino, il conoscitore di piante e animali, un ragazzo che sperimenta e cresce, dal cuore d’oro.

D’altra parte c’è il worldbuilding arzigogolato e potente, ricchissimo di dettagli. E poi… e poi ci sono le interconnessioni. E poi c’è il mondo, c’è la scuola, c’è l’amore, c’è la vita, ci sono milioni di miti e leggende che si uniscono. E allora la trilogia è un mondo che evolve, una marea che tramortisce, un pugnale che divelte il cuore e impone tanta riflessione, perché è una crescita, una riscoperta, un cerchio che si chiude.

E non è neanche una bella storia.

O forse si.


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