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Assassinio al monastero: una scossa alla Chiesa Copta d’ Egitto

Creato il 20 agosto 2018 da Mcc43 @mcc43_

Lo scorso 29 luglio, il corpo senza vita del vescovo Epifanio è stato rinvenuto in un corridoio del monastero di San Macario nel deserto egiziano. Era immerso in una pozza di sangue e presentava una profonda ferita alla testa. Comunità copta profondamente colpita e Chiesa nello sconcerto. La contrapposizione fra il clero tradizionalista e il monachesimo riformista è tornata alla luce.

Le autorità egiziane hanno risposto con grande dispiegamento di uomini e mezzi per l'indagine, constatando che il ritrovamento in luogo vietato al pubblico indirizzava le ricerche verso persona del monastero, al corrente della routine quotidiana della vittima.
Le notizie si susseguono con rapidità. La Chiesa Copta comunica di aver ridotto allo stato laicale il monaco Isaia El-Makary per violazione dei voti di obbedienza, castità e povertà. I media rivelano un fallito tentativo di suicidio da parte del monaco Faltaous El-Makary e circola l'ipotesi che il mancato suicida sia in qualche modo connesso al crimine. L'11 agosto gli inquirentiordinano il fermo di Isaia El-Makary (nome allo stato laico: Wael Saad Tawadros) e lo stesso giorno il caso viene risolto con la sua confessione e la consegna dell'arma del delitto.

L'ormai ex-monaco era a San Macario dal 2010, ivi destinato dall'allora Patriarca Shenouda III al quale nel 2012 subentra Tawadros II che, nel 2013, nomina abate di San Macario il vescovo Epifanio. Il rapporto fra il superiore e il sottoposto non è buono e nel febbraio 2018 Epifanio chiede al Patriarca di sanzionare Isaia per gravi violazioni dei voti monacali; un comitato di tre vescovi disposto dalla Chiesa accerta atti di disobbedienza, negligenza, famigliarità non consentite con i confratelli e tentativi di fomentare divisioni nel monastero. Di conseguenza, Tawadros II decreta il suo trasferimento ad altro monastero per un triennio di osservazione, ma Isaia riesce a trovare firmatari per una petizione nella quale chiede di non dar corso al trasferimento in cambio della promessa di astenersi dai medesimi errori. Epifanio non si arrende e apre una nuova inchiesta dalla quale sembra stessero emergendo nuove infrazioni dei voti da parte di Isaia.

Trama avvincente per i lettori di un libro giallo, ma vissuta nella comunità copta egiziana acutizza l'eco mai sopito di una lunga opposizione religiosa.

L'antichissima Chiesa Copta non ha conosciuto veri scismi, ma in essa dal secolo scorso serpeggia - più o meno evidente, secondo l'atteggiamento del regime in carica nel paese - ostilità fra i conservatori e i riformisti nati dalla corrente detta Scuole Domenicali.
Le guide ispiratrici di questo orientamento hanno introdotto l'importanza dell'analisi critica, dell'istruzione superiore del clero, della valorizzazione della cultura copta, della ricerca scientifica e, similmente ai Fratelli Musulmani, delle attività di assistenza sociale.

Leader spirituale dei riformisti fu Matta El-Meskeen grande abate del monastero di San Macario dal 1969 fino alla morte nel 2006. Nel corso della sua vita il rapporto con colui che sarebbe diventato nel 1971 il Patriarca Shenouda III passò dall'iniziale intesa alla profonda divergenza, con gravi accuse papali alle posizioni teologiche dell'abate. Per quasi mezzo secolo la disputa crebbe e, al di sotto di tutte le argomentazioni teologiche, la radice era ed è tuttora: per i riformisti la Chiesa non deve coinvolgersi con lo stato bensì occuparsi soltanto della cura delle anime, per Shenouda e i tradizionalisti, invece, il cristiano copto deve essere attivo nella politica ed estendere l'influenza sociale dei Copti.

L'attuale Patriarca Tawadros II appare come un cauto manovratore: è vicino ai riformisti ai quali, attraverso l'incarico a Epifanio, consegna San Macario, ma è contemporaneamente coinvolto nel sostegno al regime di Al Sisi (Regime d'Egitto: l'Esercito e la Croce ) per il comune interesse di escludere dalla scena egiziana la forte componente dei Fratelli Musulmani. Tawadros II si è distinto anche per l'apertura al dialogo con le altre confessioni cristiane ( Islam e Cristianesimo in dialogo alla moschea Al Azhar ) e ciò gli aliena simpatie dei conservatori.
In tale contesto il delitto a San Macario assume contorni che superano l'ostilità fra l'abate e un monaco, e rischiano di destabilizzare quell'equilibrio cui tende il Patriarca per la comunità copta, che l'attuale regime esige compatto nel sostegno, altresì ponendo in contrapposizione il clero, che Tawadros rappresenta e dirige, e la corrente monastica.

Scrive l'attivista egiziano dei diritti umani Mina Thabet. "Per la Chiesa come istituzione, il delitto ha messo in evidenza molti aspetti del monachesimo in Egitto: come i monaci percepiscono se stessi, il loro scopo, il loro ruolo nella chiesa e nella comunità, e come questo plasma il loro comportamento sia a livello individuale che istituzionale. " Va notato che, immediatamente dopo la scoperta del delitto, la Chiesa ha emanato 12 decreti per riportare la "disciplina" nella vita monastica.

Sull'assassinio del vescovo Epifanio gli inquirenti hanno scritto la parola fine, ma per la Chiesa Copta d'Egitto nulla sarà più come prima: ora le contrapposizioni sono uscite dai luoghi dello studio e tornate alla consapevolezza dei fedeli copti.

Assassinio al monastero: una scossa alla Chiesa Copta d’ Egitto

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