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Assegnazione e cessione agevolata ai soci di beni immobili posseduti dalla SocietÃ

Da B2corporate @b2corporate
L’art . 1, co. 115-120, della Legge 28 dicembre 2015, n. 208 (c.d. Legge di Stabilità 2016) consente alle persone giuridiche titolari di reddito d’impresa, S.p.A., S.r.l., S.a.p.a., S.n.c. e S.a.s., di trasferire nella sfera privata dei soci alcune tipologie di beni, sulla base di specifiche disposizioni agevolative, entro il prossimo 30 settembre 2016.
In particolare la società, in presenza dei relativi presupposti, potrà avvalersi di tale normativa, scegliendo tra tre tipologie di soluzioni alternative:
1.    L’assegnazione agevolata dei beni ai soci, ossia l’operazione mediante la quale la società distribuisce una parte del proprio patrimonio netto ai soci. Pertanto in conseguenza di ciò la società procede all’annullamento o riduzione di proprie riserve (di utili in sospensione o meno d’imposta o di capitale).
2.    La cessione agevolata dei beni ai soci, che non comporta, quindi, una diminuzione del patrimonio netto della società, poiché l’operazione è effettuata esclusivamente sulla base di un corrispettivo, evitando in tal modo l’annullamento di riserve.
3.    La trasformazione in società semplice, quale nuovo soggetto giuridico privo del requisito della commercialità. Tale operazione ha il pregio, tra l’altro, di garantire, a differenza dell’assegnazione e della cessione dei beni, la successione nelle c.d. posizioni soggettive, come il possesso per almeno un quinquennio richiesto dall’art. 67, co. 1, lett. b, del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), per la non imponibilità delle plusvalenze derivanti dalla cessione immobiliari.
Le tre operazioni sopra indicate, pur con effetti diversi quali: l’annullamento di riserve per l’assegnazione, la previsione di un corrispettivo per la cessione o la trasformazione in società semplice, presentano aspetti comuni con riferimento alle disposizioni agevolative:
•    Il maggior valore conseguente all’atto da perfezionare è soggetto ad un’imposta sostitutiva (delle imposte sui redditi e dell’Irap), pari all’8% della differenza positiva tra valore normale o, a scelta del contribuente, valore catastale (art. 52, co. 4, del D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131), nel caso dei beni immobili (ad eccezione delle aree edificabili) e il costo fiscalmente riconosciuto del bene agevolabile, assegnato o ceduto al socio. Tributo elevato al 10,50% se la società assegnante o cedente risulta non operativa in almeno due dei tre periodi d’imposta precedenti a quello dell’assegnazione o della cessione. Qualora l’assegnazione, la cessione o la trasformazione riguardi beni non agevolabili, gli eventuali plusvalori sono imponibili secondo le regole ordinarie.
•    Le riserve in sospensione d’imposta, annullate per effetto dell’assegnazione o comprese nel patrimonio della società trasformatasi in società semplice, sono soggette ad imposta sostitutiva del 13%.
•    L’importo assoggettato dalla società ad imposta sostitutiva non può essere addebitato al socio, ma determina peraltro una corrispondente diminuzione del dividendo attribuito allo stesso. Per effetto dell’annullamento di riserve di utili o l’incremento del costo fiscale della partecipazione, nell’ipotesi di annullamento di riserve di capitali conseguenti all’assegnazione oppure nell’eventualità della trasformazione in società semplice.
•    L’imposta di registro dell’atto di assegnazione o cessione agevolata, se dovuta in misura proporzionale, è ridotta della metà, mentre quella ipotecaria e catastale è stabilita in misura fissa. Riguardo all’IVA, non essendo previste disposizioni speciali, dovrà essere applicata in base alle regole ordinarie.
Si segnala, inoltre, che il co. 121 dell’art. 1 della Legge n. 208/2015 ha introdotto l’ulteriore possibilità, per l’imprenditore individuale, di optare entro il 30 maggio 2016, con effetto a decorrere dal 1° gennaio 2016, per l’estromissione dal patrimonio della propria impresa degli immobili strumentali posseduti alla data del 31 ottobre 2015.
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