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Assisi celebra l’artista umbro Maceo Angeli con la mostra evento “Fra sogno e ironia”

Creato il 13 aprile 2015 da Goodmorningumbria @goodmrnngumbria

 maceo-2La mostra-evento “Maceo. Fra sogno e ironia” è realizzata dalla Città di Assisi e dalla Regione Umbria con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, con la collaborazione della Provincia di Perugia, dell’A.B.A. (Accademia delle Belle Arti), del Liceo Artistico Bernardino di Betto di Perugia e dell’Accademia Properziana del Subasio di Assisi. L’inaugurazione della mostra si terrà domenica 19 aprile, alle ore 10.30, presso il Palazzo Monte Frumentario in via San Francesco ad Assisi, dove si potranno ammirare 100 dipinti, 50 ceramiche, alcuni buccheri, 60 disegni e 10 sculture di Maceo, oltre a molto altro materiale inedito. L’esposizione rimarrà visitabile fino a domenica 16 agosto.“

Quando si pensa a Maceo Angeli la mente percorre più direzioni: passione politica, insegnamento, arti figurative, musica. Sinonimo di poliedricità e genialità, Maceo è figlio di un’epoca culturalmente composita e complessa, di una cultura figurativa intrecciata con il mondo letterario e filosofico, e con i diversi orientamenti italiani ed europei.

Figlio del Novecento, dunque: un Uomo e un Artista in stretta relazione con l’opera oggetto di introspezione, studio e conoscenza. E il rapporto con la società si rinsalda e rivive, Oggi.

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Assisi vive in maniera molto intensa la lontananza e la prossimità del Novecento e una personalità come quella di Maceo Angeli si riflette nello specchio del tempo che trascorre sulla nostra Città depositando un’immagine di assoluto fascino e di suggestivo stimolo a riconoscerci nella storia da cui proveniamo, da cui ancora possiamo accorgerci di provenire.  Il passaggio del secolo, ancora recente nonostante anni di trasformazioni che sembrano allontanarci dal passato prossimo, continua a interrogarci anche sul destino delle nostre città e delle comunità che vi abitano.

Così la creatività spigliata, il vivace impegno sociale, culturale, politico, e la coerenza salda si rintracciano nei tratti delle opere di Maceo, tornando ad essere valori di straordinaria attualità, essenza dell’illustre Cittadino la cui memoria omaggiamo e valorizziamo con orgoglio, perché figlio della Città di Assisi.

Maceo Angeli, che nel corso degli anni ha inseguito se stesso a vari livelli di identità, promuovendo sempre un’accesa coerenza di chiara tinta, rivestirebbe anche oggi un ruolo centrale per la crescita individuale e per la coesione della nostra comunità.

Per la Città di Assisi, Maceo è al contempo conferma e scoperta: nel rileggere tratti familiari e noti della sua figura siamo, infatti, in grado di scoprire connotati nuovi, che parlano alla nostra contemporaneità. Prendiamo, ad esempio, l’orizzonte non solo cittadino, umbro e nazionale, ma anche europeo, che ha saputo dare alle proprie scelte estetiche e al proprio “fare” artistico. Le difficoltà con le quali ha conquistato la dimensione europea, riproposte oggi che la mèta europea sembra un fatto assodato, assumono il valore dell’esortazione a non dare mai per scontato un percorso di integrazione culturale sovranazionale nel quale tutta la nostra personalità – come ha fatto Maceo – deve sentirsi impegnata.

Così, l’Europa si costruisce andando a dipingere a Parigi quando si è molto giovani, portando una mostra a Milano, mettendo ad Assisi il cavalletto in fondo alla Piazza del Comune in ogni stagione della vita, tornando lungo la Senna quando l’età è ormai matura: in ogni situazione è l’uomo, nella sua interezza, a muoversi, a sperimentare i confini, a far incontrare nell’arte la piccola patria della propria città e la patria più grande del continente europeo.  Vasto umanesimo e orizzonte europeo legati al carattere sacro che la sua città – pagana o cristiana che si mostrasse al suo sguardo di artista – gli ha rivelato e che ha fatto da sfondo alla sua produzione, dal primo all’ultimo giorno di lavoro.  

I più anziani abitanti di Assisi si ritroveranno in queste immagini, i più giovani avranno l’opportunità di accostarsi per la prima volta a un maestro affabile e spontaneo, le cui lezioni gradirebbero per l’immediatezza dell’espressione e per la concretezza che tanto attraggono le generazioni di oggi.

Il dialogo, dunque, tra il Novecento attraversato da Maceo e la nostra contemporaneità di città insigne e francescanamente “minore” prosegue, aggiunge nuove conoscenze, si consolida e si proietta sul futuro.

Maceo ha saputo esprimersi in un equilibrio oscillante “tra sogno e ironia”, creando percorsi evocativi di atmosfere, ambienti, immagini, indagando emozioni con l’impronta personale dell’esperienza, attraverso un linguaggio inconfondibile: patrimonio di immenso valore per la memoria locale, rappresenta un grande momento di arricchimento culturale, un’occasione di conoscenza e di ulteriore avvicinamento all’arte per il pubblico.

La Città di Assisi, (“ciarliera e maldicente, ma bonaria e simpatica”, come scriveva nel suo diario,) valorizza la grande eredità di un Artista che non potrà più essere ignorato dalla storia locale: pur in una società profondamente cambiata, Maceo resta un riferimento imprescindibile, perché con lui si ripropongono ostinatamente le questioni profonde e vere di libertà, giustizia, democrazia partecipata.

L’operazione culturale condotta intorno a Maceo ha l’ambizione di orientare il visitatore della mostra e il lettore del catalogo verso lo specchio limpido della pittura e della poesia di cui quest’uomo del Novecento è stato capace. La Città di Assisi è particolarmente onorata di offrire al pubblico l’opportunità di ammirare una selezione delle opere di un Artista appassionato, la cui vitalità non lo ha mai abbandonato, un Artista libero, anticonformista, insofferente verso la critica ingenerosa e faziosa.

Grazie all’unità d’intenti che ha visto insieme Città di Assisi, Regione Umbria e Provincia di Perugia, il profilo umbro delle collaborazioni culturali acquista stavolta un eccellente livello di proposta e di realizzazione.

Un grazie particolare, infine, va alla famiglia Angeli per la nobile sensibilità dimostrata nel mettere a disposizione dell’evento tanto le memorie pubbliche quanto le immagini più private dell’artista.    

 



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