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Asterix & Obelix XXL 3, la recensione - Recensione - PS4

Creato il 03 dicembre 2019 da Intrattenimento

La nostra recensione di Asterix & Obelix XXL 3 su PlayStation 4: i Galli tornano in azione

Se siete arrivati fin qui a leggere la nostra recensione di Asterix & Obelix XXL 3 è chiaro che conosciate, almeno parzialmente, l'opera di René Goscinny e Albert Uderzo: il fumetto compie proprio nel 2019 i suoi sessant'anni, e si perdono nella memoria i vari film di animazione e cartoni animati a cui ha dato vita nell'ultimo mezzo secolo. Una volta tanto, poi, si tratta di un'eccellenza tutta europea, francese nello specifico: i guerrieri gallici protagonisti, molto noti anche in Italia, sono pressoché sconosciuti in America e in Giappone. L'arrivo di Asterix & Obelix XXL 3: The Crystal Menhir sul mercato, tra l'altro, non era neppure così scontato: merito anche dell'editore Microids, che lo scorso anno ha proposto la remaster di Asterix & Obelix XXL 2: Mission Las Vegum (pubblicato nel lontano 2005), e che torna in questi giorni con un vero e proprio nuovo capitolo, ad oltre dieci anni di distanza. Ma un videogioco dedicato ad Asterix e Obelix al giorno d'oggi ha ancora la sua ragion d'essere? Come ha dovuto modificare la sua natura per adattarsi ai tempi moderni? E soprattutto, l'eredità di Étranges Libellules (sviluppatori del titolo precedente) con quanta fedeltà è stata raccolta da Osome Studio?

La trama: sono pazzi, questi Romani

Asterix & Obelix XXL 3 presenta una trama non particolarmente brillante, ma in linea con gli spunti narrativi e le situazioni cui più di cinquant'anni di fumetti e di cinema basati sul franchise dei Galli ci hanno ormai abituato: ecco quindi che i due protagonisti Asterix e Obelix (e il fedele cagnolino di quest'ultimo, Idefix) ripartono all'avventura per salvare qualcosa o qualcuno. In particolare, in questo caso si tratta di una sacerdotessa, amica di vecchia data di Panoramix: ha avvisato il villaggio che il mondo intero è in pericolo. Bisogna trovare la donna e salvare tutti quanti, ma nessuno sa dove si trovi... a parte un Menhir magico.

Asterix & Obelix XXL 3, la recensione - Recensione - PS4

E quando si tratta di Menhir, ovviamente c'è bisogno di Obelix per caricarselo dietro la schiena con molta, metodica delicatezza: del resto il gallo in questione è fortissimo, essendo caduto quand'era bambino nel pentolone della pozione magica. Comincia quindi l' avventura dei due protagonisti, scandita in alcuni capitoli (non eccessivamente lunghi) che li porteranno di volta in volta in diverse ambientazioni comunque sempre piene zeppe di guerrieri romani da malmenare. Intanto il giocatore sbloccherà alcuni poteri relativi sia ai protagonisti che al menhir loro compagno di viaggio, arricchendo così l'offerta di gioco vera e propria.
Il titolo propone tre diversi livelli di difficoltà, dal più semplice al più ostico, con una sfida in grado di rivelarsi il più delle volte interessante anche per i più esperti del genere. Per ottenere il Trofeo di Platino su PlayStation 4 è obbligatorio portare a termine l'avventura anche in modalità difficile.

Trofei PlayStation 4

Asterix & Obelix XXL 3 possiede un bel Trofeo di Platino scintillante: portarlo a casa non sarà impossibile, ma neppure facile come potreste immaginare in una produzione del genere. Innanzitutto bisognerà obbligatoriamente completare la trama in modalità difficile; e per quanto riguarda il trofeo delle 200 combo consecutive... beh, in bocca al lupo con quei Romani.

Gameplay: molti cambiamenti, stesse mazzate

Asterix & Obelix XXL 3 presenta un'impostazione visiva ed un gameplay profondamente diversi da quelli del predecessore, cioè Asterix & Obelix XXL 2: Mission Las Vegum: a mantenersi intatto è stato più che altro il contesto narrativo della produzione, impossibile da cambiare perché ovviamente legato all'opera francese di riferimento. Più che un vero e proprio action, adesso la serie sembra aver fatte proprie le caratteristiche dei picchiaduro a scorrimento: si procede in livelli molto lineari eliminando tutti i nemici a schermo, con alcune mosse standard e altre speciali.

Asterix & Obelix XXL 3, la recensione - Recensione - PS4

L'approccio è diversificato in base al personaggio che si controlla nel dato momento: Asterix è agile nei movimenti e più veloce, ma Obelix picchia naturalmente più forte e possiede una barra dell'energia molto più generosa. Quest'ultima permette di eseguire abilità speciali (e specifiche), come piroette in grado di colpire tutti i romani nelle vicinanze, uppercut che li spedisce in orbita (anche con begli effetti sonori), e via dicendo. Alcune "mosse" sono poi necessarie per proseguire nei livelli: Asterix può saltare da una piattaforma all'altra, Obelix no.

Asterix & Obelix XXL 3, la recensione - Recensione - PS4

Per comprendere ciò è importante sottolineare come in Asterix & Obelix XXL 3 sia stato definitivamente eliminato il comando di salto, quindi anche l'esplorazione verticale del mondo è praticamente assente, o comunque limitata a brevi frangenti e a poche piattaforme in piena evidenza. Di tanto in tanto la progressione richiede di risolvere brevissimi e lineari puzzle ambientali (del tipo "tira la leva e abbassa quella grata"). Più avanti nell'avventura si sblocca il menhir del titolo, e qui l'offerta si fa più diversificata: a conti fatti si "abbandona" il controllo di Asterix per puntare tutto su Obelix, l'unico in grado di poter usare i poteri del fuoco e del ghiaccio contro i nemici. È un peccato che la produzione sfrutti queste poche idee in quasi tutti i frangenti, anche se in modo originale: con qualche altro potere e una maggiore varietà nei nemici e nei mondi presenti, il gioco sarebbe stato molto più interessante.
Anche la visuale è cambiata, rispetto ad Asterix & Obelix XXL 2: Mission Las Vegum. La terza persona è stata rimpiazzata con un colpo d'occhio generale a volo d'uccello con prospettiva isometrica. Si vede il mondo di gioco e i personaggi che agiscono come in un Diablo 3 ravvicinato, insomma. Merita una menzione particolare il bel doppiaggio in lingua italiana, piacevole e non scontato in un titolo del genere; i testi a schermo invece avrebbero bisogno di qualche aggiustatina dal punto di vista ortografico e grammaticale, ma anche da questo punto di vista tutto sommato il risultato è gradevole, soprattutto se consideriamo che per i prodotti con budget limitato di solito bisogna accontentarsi della lingua inglese sia nei testi a schermo che nei dialoghi.


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