Astrologia e Tarocchi: Simboli per Affrontare Presente e Futuro

Da Giovannipelosini

Francesca Santarelli (redattrice di “Oroscopo-Astrologia.it“) intervista Giovanni Pelosini

ASTROLOGIA E TAROCCHI

SIMBOLI PER AFFRONTARE PRESENTE E FUTURO

Chiediamo a Giovanni Pelosini il suo parere sulla combinazione di astrologia e tarocchi nello studio del presente. Il futuro, ci dice, non è ancora determinato e l’essere umano avrebbe la capacità di sovvertire qualunque pronostico se però non fosse così abitudinario e passivo nei confronti di se stesso.

  • Quali sono i punti contatto – sia a livello simbolico sia pratico – tra astrologia e tarocchi?

Astrologia e tarocchi si basano entrambi su sistemi complessi di natura simbolica. Mentre l’astrologia studia i movimenti astronomici dal punto di vista terrestre e li interpreta secondo un codice di simboli di segni zodiacali, case, pianeti e aspetti angolari, la tarologia interpreta i simboli plurivoci delle carte nell’ordine di uscita e nella posizione assunta. Si tratta dunque di due sistemi indipendenti, ma analoghi. Inoltre numerosi simboli astrologici si trovano a livello iconografico anche nelle immagini dei tarocchi, talvolta in modo esplicito (si pensi per esempio alla carta del Sole o a quella della Luna), altre volte in modo più criptico (per esempio L’Eremita, il vecchio con la clessidra, può richiamare Saturno, ovvero il segno del Capricorno). Nella pratica i due sistemi possono interagire in molti modi (il limite è solo nella creatività del ricercatore), ma soprattutto è interessante l’ipotesi delle loro origini, che potrebbero affondare le radici in una comune antichissima tradizione culturale.

  • Come si combina lo studio di astrologia e tarocchi, cosa dell’uno arricchisce l’altro e viceversa?

Io sono innanzi tutto uno studioso di simboli. Il vantaggio di studiare due sistemi analoghi ma diversi in una continua dialettica conduce a una comprensione più ampia delle simbologie.

  • Gli studi su astrologia e tarocchi accrescono la sua consapevolezza del momento presente?

Naturalmente sì, in tutti i campi. Pensi a un marinaio attento ai suoi strumenti di bordo, al variare della temperatura, della pressione atmosferica, dell’umidità, dei venti, del moto ondoso, delle maree… con l’esperienza acquisisce una sensibilità particolare e riesce a cogliere delle sfumature nell’ambiente che lo circonda che sono invisibili ad altre persone. Con un variabile margine d’errore egli può anche fare delle previsioni sulle prossime future condizioni del mare e utilizzare tali informazioni. Devo aggiungere però che la consapevolezza del tempo presente a poco mi servirebbe se non avessi da sempre operato soprattutto per una conoscenza di me stesso. Aver praticato assiduamente Yoga e altre discipline iniziatiche dal 1976 mi ha posto su un cammino di consapevolezza in cui l’astrologia e i tarocchi sono stati strumenti complementari finalizzati soprattutto allo sviluppo della coscienza.

  • Fa previsioni? O meglio: tramite lo studio di astrologia e tarocchi immagina un prossimo futuro più probabile di altri?

Lo faccio raramente in modo sistematico perché non è il mio principale interesse. E comunque lo faccio sempre nella corretta ottica del campo delle probabilità. Lo studio astrologico e quello tarologico possono contribuire a fare chiarezza sul momento presente e sui suoi probabili sviluppi, ma il futuro ancora non è determinato e il fattore umano ha la capacità potenziale di sovvertire qualunque pronostico. L’uomo però è quasi sempre talmente abitudinario e passivo nei confronti di se stesso, e talmente sclerotizzato nelle proprie “forme” da esserne pesantemente condizionato, quindi è spesso prevedibile nei suoi comportamenti. Basterebbe appunto che sviluppasse una maggiore consapevolezza di sé per essere più libero, e, sfuggendo alle previsioni, per creare il proprio futuro in modo anche diverso da come sembrava destinato a vivere.

  • In che disposizione d’animo secondo lei bisognerebbe concludere il travagliato anno 2010 e cominciare il nuovo?

L’umanità sta attraversando un momento complesso e difficile. I vecchi paradigmi appaiono ormai obsoleti e i nuovi stentano a imporsi, mentre i tempi cambiano rapidamente e modificano la società, l’economia, la politica, l’ambiente, le prospettive… spesso con situazioni di autentica emergenza. Temo che la dialettica fra il “vecchio” (inadeguato) e il “nuovo” (non ancora ben emerso) continuerà anche nel 2011 riproponendo schemi conflittuali e logiche di potere, con ottiche miopi e/o condizionate da interessi egoistici e di parte. Penso che la migliore disposizione d’animo per l’anno prossimo sia quella dell’assunzione di una responsabilità personale nei confronti di noi stessi e del mondo intero: ogni individuo per la propria piccola quota. Non sarà facile, ma sentirsi corresponsabili di ciò che accade a noi e al mondo e comportarsi conseguentemente (nelle scelte importanti, ma anche nelle piccole scelte quotidiane) sarebbe già un grande passo avanti. Ovviamente occorre prima amarsi e amare. Nessuna scelta che non sia fatta con amore può più avere un grande futuro, anche se per un’adeguata condivisione non mi pare purtroppo che l’umanità sia ancora pronta. Conviene comunque prepararsi a vivere un risveglio delle coscienze.