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Attentatori in spiaggia: l’unica bomba è la notizia

Creato il 24 aprile 2016 da Aletonti

Non è che non ci avessimo già pensato. Da qualche parte è già successo: neanche un anno fa sulla spiaggia di Sousse, in Tunisia, due attentatori hanno lasciato 39 turisti morti tra i lettini e gli ombrelloni. Subito ci si è chiesti tutti: e se accadesse anche qui? Purtroppo nessun luogo è sicuro al cento per cento e viviamo con questa consapevolezza che è anche una paura. Ma quando una grossa testata giornalistica tedesca a poche settimane dall’inizio della stagione balneare esce con un servizio che annuncia la possibilità di azioni terroristiche di “kamikaze travestiti da ambulanti” sulle spiagge di Italia, Spagna e Francia, a qualcuno possono anche girare. Ed è quello che è successo.
A dirla tutta, non è la prima volta che Bild Zeitung lancia una bomba di notizia che fa un gran botto e solleva il polverone. Dalla fine dell’idillio turistico tra Italia e Germania, più o meno negli anni Novanta, sembra esserci un rapporto di amore/odio tra il nostro paese e gli amici di Bild. Alternano allarmismi e critiche feroci con slanci appassionati di amore e amicizia. Ma forse è il giornalismo moderno che richiede una certa schizofrenia. Oggi le notizie si bruciano molto più velocemente e nemmeno ci si ferma a rifletterci sopra più di tanto. Vale per chi scrive come per chi legge.
Dicono che le loro fonti sono i servizi segreti, anche italiani, ma non citano nessuno in particolare. Sarà per proteggere le fonti o perché certe sparate non sarebbero confermate mai da nessuno, anche se avessero un fondo di verità. Però così è troppo facile, no? Certo, anche chi si affretta a dire che la situazione è sotto controllo e non ci sono segnali di azioni di questo genere e di questa portata, finisce il discorso con: “il rischio zero non esiste” o “tutto è possibile” ma questo lo sappiamo già.
A parte il fatto che qui i tedeschi non si vedono più da vent’anni, almeno nei numeri a cui eravamo abituati dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, e non è certo per la paura degli attentati. Forse ce li siamo giocati per colpe nostre e adesso che, anche grazie alle disgrazie altrui, stiamo cercando di recuperarne qualcuno, non possiamo metterci a fare i permalosi. Non è affatto consolante che qualcuno ci scelga solo perché non può andare altrove. Quindi rimbocchiamoci le maniche e cerchiamo di convincerli con gli argomenti giusti.


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