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Attività per potenziare la competenza comunicativa dei bambini dai 3 anni in su

Da Jessi

Imparare la prima lingua, o le prime lingue, non richiede ai bambini soltanto di imparare parole, verbi, e congiunzioni, ma anche di usare le consocenze linguistiche nei tanti modi diversi che le diverse situazioni comunicative e sociali richiedono. A scuola, ci si esprime e comporta (anche linguisticamente) in un modo, a casa o con gli amici in un altro. Se i bambini non imparano a modulare le loro conoscenze linguistiche in relazione alle diverse esigenze, possono trovarsi svantaggiati in alcuni contesti, ad esempio quello scolastico.

Quali attività si possono fare a scuola o a casa per ampliare il repertorio comunicativo dei bambini?

Un esercizio utile può essere svolto durante piccoli esperimenti scientifici, attività complesse ma ordinate. Oppure durante piccole esperienze quotidiane, come una passeggiata, che può diventare l’occasione per molte altre attività (anche comunicative).

Gli adulti, possono fare domande ai bambini nei vari momenti di un’attività, chiedendo loro di: prevedere quello che succederà, descrivere le azioni appena fatte, fare un collegamento con le conoscenze precendenti, esprimere la propria opinione.

Una strategia importante è quella di fare domande aperte (“Cosa pensi che succederà ora?”) e di lasciare ai bambini il tempo di rispondere.

Un altro aspetto importante è quello di cercare vivere queste occasioni come una palestra: non si tratta solo di dare delle risposte, ma di farlo in un modo sempre più complesso, focalizzando l’attenzione sulla forma e non solo sul contenuto.

Come diciamo sempre, non è consigliabile fare correzioni dirette, sono da preferire le riformulazioni. Ad esempio se un bambino dà una risposta in qualche modo ‘potenziabile’, possiamo riformularla, dicendo “Sono contenta che ti sia piaciuta la passeggiata! Cosa ti è piaciuto in particolare?” (vedi il punto 7, qui)

Nel caso di attività di gruppo, la gestione dei turni sarà l’occasione per trasmettere ai bambini il senso del diritto di parola per sè e per gli altri. Le nostre scelte trasmetteranno anche una modalità gerarchica o democratica di interazione.

Se ci si trova in una cultura diversa o con bambini di culture diverse, si deve considerare che le diverse culture possono avere modalità diverse di interagire in un certo contesto: a scuola, si può essere liberi di parlare, chiedere la parola alzando la mano oppure intervenire liberamente se non sta parlando nessun altro. Le diverse culture hanno anche, ad esempio, modi diversi di rispondere ad una domanda: c’è chi si aspetta una risposta ‘secca’, mirata, chi preferisce una risposta ampia, come se la domanda fosse solo lo spunto da cui partire.

Spesso non conosciamo queste ‘regole non scritte’ della comunicazione e possono nascere fraintesi. Chi si trova a contatto con culture, avrà bisogno di capire quali sono i comportamenti che ci si aspettano nelle diverse situazioni… un compito che può richiedere tempo e dedizione.

 

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Fonte:

Wilcox, M.J., Murphy, K.M., Bacon, C.K., and Thomas, S. (2001). Improving language teaching practices in preschool classrooms. Infant Child Research Programs, Arizona State University, Tempe Arizona. http://icrp.asu.edu

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