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Auguri di Buon Natale da Salvador de Bahia da fr.Luciano Bernardi(ofm) ai familiari e agli amici in Italia

Creato il 23 dicembre 2017 da Marianna06
Auguri di Buon Natale da Salvador de Bahia da fr.Luciano Bernardi(ofm) ai familiari e agli amici in Italia

Il mio saluto natalizio di quest´anno, parte dalla mia famiglia che ho lasciato nel lontano 1975 e che ho rivisto, nell´ultima estate. Vedo mio fratello Bepi con i suoi 81 anni, sua moglie Vittoria con Anna, Marta, Adriano, Laura e Davide, Vedo mio fratello Checco (P.Francesco), missionário come me, che sta tentando, con l´aiuto dei medici, di risolvere alcuni problemi seri della sua salute problemi che ha scoperto, in quest´ultima estate, quando anch´io barcollavo um poco nella mia salute... (ora peró... sto meglio).

Nella deboleza e fragilitá della nostra esistenza, la luce della fede ci da coraggio, nelle strade buie e ci chiede la condivisione della sofferenza di tanti uomini e donne che troviamo nelle nostre strade del Brasile e della Tanzania, assieme alle sofferenze di casa nostra e vostra che io ritrovo e rivedo, piú o meno ogni tre anni.

In questo natale 2017 e per l´inizio del nuovo anno 2018 il mio tradizionale augúrio, oltre al realismo della preoccupazione per gli anni che portiamo sul groppone, vedo ancora alcune grandi speranze che provengono dalla gente e dai poveri qui del mio paese adottivo, il Brasile, dove sto ancora svolgendo la mia missione nelle comunitá periferiche di Salvador (nel quartiere di Cajazeiras) e nella mia attivitá com la Comissione Pastorale della Terra (CPT).

Esprimo questo per mezzo di una cartolina fatta di alcuni quadretti, in allegato.

Vedrete uma massa di gente, campesinos dell´interno della Bahia di um paesotto chiamato Correntina. Differentemente dal Semi-arido dove ho lavorato, molti anni ad Itaberaba e dove eravamo soggetti a molti tipi di siccitá, non ultima quella della oppressione politica, a Correntina l´acqua era abbondante ma la ingordigia capitalista nazionale ed internazionale sta strozzando questo paese e i suoi piccoli coltivatori. La terra e l´acqua dei poveri, com molti di loro ancora senza terra o senza documento (scrittura) della terra, è stata, da anni, invasa com lo sfruttamento dei fiumi. Questo che vu dico di um paese vale per uma regione imensa dechaiamata "Bioma del Cerrado" che compreende terre immense degli stati di Mato Grosso, Tocantins, Piauí e Bahia, appunto. Per molti imprenditori di stampo capitalista, qui è l´ideale per mettere le mani, con le loro imprese nazionali e internazionali, per impiantare una agricultura industrialzzata, lasciando le piccole proprietá rurali dei contadini senza condizioni di avere l´acqua per bere, nelle loro case e per irrigare i loro piccoli campi ed orti dove ancor oggi si coglie l´alimento per la gente e per gli animali domestici e familiari. Il governo fa finta di non rendersi conto di questo perche aveva ed há tutto l´interesse del "tipo di progresso" che i grandi gruppi, stranieri o brasiliani, portano . Questo progresso, oltre ed esaurire la terra e l´acqua, molte volte produce prodotti com veleni e concimi pericolosi alla salute, utilizando anche mano d´opera ridotta a varie forme di schiavitu clandestina. Non sono mancate, in questi anni, le proteste e le mobilizzazioni popolari a Correntina e in altri centro del cosiddetto bioma do Cerrado che è il riservatorio dell´acqua di quase metá del Brasile, includendo la capitale Brasilia.

Quando nom hanno avuto piu´pazienza, i contadini, nella loro organizzazione, si sono detti: "se aspettiamo il governo, i giudici e l´applicazione dele leggi (che pur ci sono), moriremo strozzati e no ci sará futuro né per i nostri figli né per l´acqua e la terra. Molti fiumi minori, infatti, che erano la salvezza dele piccole irrigazioni famigliari sono gia "morti" per l´uso exorbitante nell´irrigazione industriale delle grandi piantagioni. Allora, Il giorno dei morti, um nutrito grupo di questi contadini hanno deciso di agire, disattivando um grosso impianto di irrigazione de una piantagione agrícola di una grande impresa di capitale giapponese. La mídia e la grande stampa, in tutto il Brasile, ha gridato allo scandalo e há dato il via alla caccia dei "terroristi" di Correntina. Pochi ma coscienti uomini pubblici si rendevano conto del problema. Quando la gente di Correntina e regione, si é vista minacciata come fossero banditi e terroristi, um lunedi mattina, si é riversata massicciamente e pacificamente in piazza e per le estrade, accogliendo molti altri contadini e piccoli lavoratori della terra di tutti i dintorni. Piú di 10 mila persone, (c´era anche il sindaco e il vescovo locale), hanno gridato e scritto a tutto il Brasile e al mondo: "non siamo terroristi, siamo i difensori della nostra terra e della nostra acqua, dove siamo nati e crescuti". Nati e cresciuti, prima di questo sistema desumano di produzione, venuto da fuori ad arrichire pochi e lasciare la maggioranza senza futuro, oltre a distruggere l´intero "bioma" com la sua ingordigia senza limiti e senza legge.

Questo che condivido com voi, è um aspetto tra i molti in cui il Brasile intero, clama al cielo perche migliorino le cose dopo il golpe istituzionale avvenuto un ano e mezzo fa. Le masse manipolate gridavano contro la corruzione del precedente governo. Ora, in appena um anno e mezzo, sono precipitati tutti gli indici positivi che il Brasile aveva mostrato negli ultimi anni ed assistiamo ad um retrocesso di tutti i diritti compresi quelli, giá tanto sacrificati, degli índios e dei discendenti dei Negri d´Africa, organzzati in Quilombos. Il Brasile oggi è l´immagine de um imenso paese ricchissimo e un ímmensa moltitudine ´com i suoi 207 milioni di abitanti, um paese quase continente, che aveva giá fato passi da gigante ed ora si ritriva nel caos.... com grandi fascie di gente che ancora vive nell´analfabetismo (si parla di 12 milioni di analfabeti) e dove é ritornata la fame che era stata dichiarata debellata.

Non abbiamo nessun dubbio, in questo finale di anno, che il Natale di Gesu è il natale di uma moltitudine di perone che , como Gesú, Giuseppe e Maria battono alla parte di uma vita miglior e degna e si sentono buttare in faccia la sentenza: "non c´è posto pervoi ".

Mi sono soffermato sul fato di Correntina perché, se qui abbiamo motivo per preoccupazione e depressione, vi sono ancora segni forti come quello di Correntina. C´è ancora nel Brasile uma explosiva volonta di reagire e di riscattare cio´ che, da secoli, è stato negato ed aveva iniziato ad essere riscattato ed ora è stato tagliato: il diritto di cittadinanza piena.

La nostra preghiera, le nostre letture bibliche e le nostre Eucarestie cristiane ed ecumeniche ci aiutano, anche in questo natale, a mantenere questa fede e questa speranza anche se la linea di questo orizzonte si è gravemente allontanata. I tempi saranno lunghi ma il Btasile ce la fará!

Chiedo a tutti voi che mi leggete la vostra preghiera e la vostra solidale comprensione a partire dalla visione dei problemi e assumendo uma mentalitá e um modo di vivere che anche voi condividete nelle vostre comunitá come ho visto e sentito nel mio breve soggiorno in Italia nella estate passata.

Credo, Signore, ma aumenta la mia fede, la mia speranza e la mia solidarietá. Ancora Buon natale e buon anno nuovo a tutti, con ricordi speciali ai miei coscritti clase 46, agli alpini immancabili nella presenza solidale, alla corale comunitaria di Falzé, ai sacerdoti e sorelle della collaborazione pastorale, con ricordo speciale per don Lorenzo, irmão do Brasil e don Silvio Caterino che ha portato sangue nuovo alla nostra parrocchia di Falzé e Trevignano. Statemi sempre bene.

p. Luciano Bernardi

da Salvador de Bahia

a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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