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Autismo: rischio più alto per i bambini esposti a pesticidi

Creato il 26 marzo 2019 da Informasalus @informasalus

bambina

I bimbi esposti a pesticidi prima della nascita o nel primo anno di vita presenterebbero un rischio più alto di soffrire di disturbi dello spettro autistico. Tale rischio, normalmente lieve o moderato, aumenterebbe nelle forme gravi di autismo e arriverebbe in alcuni casi al 50% di probabilità in più. A mostrare questa associazione è uno studio osservazionale pubblicato sul British Medical Journal (BMJ), il più ampio finora condotto in materia.

Precedenti esperimenti di laboratorio hanno suggerito che anche i pesticidi possono avere un ruolo nell'insorgenza dell'autismo, ma mancavano fino a questo momento indagini in grado di verificare questa associazione nel mondo reale.

I ricercatori dell'Università della California hanno utilizzato i dati di 2.961 piccoli pazienti con una diagnosi di autismo e 35.370 pazienti che non ne avevano, nati nello stesso anno, nella Central Valley della California, regione fortemente agricola. I loro dati sono quindi stati incrociati con quelli relativi all'utilizzo di 11 sostanze antiparassitarie di uso comune, tra cui glifosato, diazinone, permetrina.

È così emerso che le donne che durante la gravidanza vivevano in un raggio di 2 km da un'area altamente sottoposta a uso di pesticidi avevano il 10%-15% di probabilità in più di avere bambini con diagnosi di autismo. Il rischio aumentava fino a circa il 30%, nei casi in cui il bambino aveva una forma grave autismo, ovvero con disabilità intellettiva. Infine per alcuni pesticidi l'esposizione durante il primo anno di vita ha provocato un aumento del rischio fino al 50%.

"I nostri risultati suggeriscono che il rischio di autismo può aumentare con l'esposizione prenatale e infantile a diversi pesticidi che, in studi sperimentali, hanno già dimostrato avere un impatto sul neurosviluppo", spiegano i ricercatori. “Dal punto di vista della salute pubblica questi risultati supportano la necessità di evitare tale esposizione per proteggere il cervello del bambino in via di sviluppo”.


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