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Automobile come protesi dell’essere umano

Creato il 18 novembre 2019 da Vivicentro @vivicentro

Il numero esatto di marchi di automobili effettivamente esistiti resta incerto. Un dato soprendente che sottolinea il fascino dell’argomento.

L’automobile oggi è vista soprattutto come un problema, con tutto ciò che ne deriva come l’inquinamento e il traffico. Problemi oggettivi che avvalorano il fatto che la nostra storia è segnata anche dall’automobile. Un mezzo che è affermazione di libertà individuale che oggi deve fare i conti con l’idea della propria sostenibilità.

Con la comparsa dei primi motori a vapore, nel 1830, nasce l’idea di costruire un veicolo capace di muoversi in autonomia. La novità era che un nuovo marchingegno poteva essere montato sulla carrozza riuscendo a muovere le ruote anteriori o posteriori.

Oramai da oltre un secolo le autovetture riescono ad avere la meglio rispetto ad altri mezzi posizionandosi al centro della mobilità e del contatto tra persone. Un oggetto che realizza il desiderio di potenziare la propria mobilità fisica che offre gambe più lunghe per correre più veloce, migliora il rapporto spazio tempo, permettere di precedere il concorrente, acciuffare il nemico, e persino conquistare i partner.

La chiave di questo fenomeno è l’enorme vantaggio in termini di libertà e di accesso al mondo che la mobilità individuale e in particolare il trasporto su gomma consentono.

Agli arbori era necessario accendere il carbone, aspettare che l’acqua bollisse nella caldaia e regolare l’afflusso del vapore nel cilindro per poi manovrare un veicolo molto pesante. Si iniziò quindi a pensare a un motore nuovo, piccolo e potente, che potesse riunire al suo interno il gruppo focolare.

Il primo motore funzionante a “benzina” fu brevettato dal tedesco Gottlieb Daimler nel 1885 e utilizzava un carburante “liquido” ed era dotato di carburatore. Lui sapeva che il suo motore poteva muovere un veicolo stradale e lo considerava come un “accessorio” che chiunque poteva acquistare e montare sulla carrozza di famiglia, facendo a meno dei cavalli.

L’automobile in sè può essere considerata, però, un’invenzione del tedesco Karl Benz, fabbricante di motori a gas che aveva la fissa di costruire un veicolo vero, a propulsione autonoma alla fine del 1800. Ai primi del novecento esistevano già in Europa molte case automobilistiche, che producevano artigianalmente un oggetto riservato ai ricchi gentiluomini.

E nel 1903 un illuminato Henry Ford fondò la Ford Motor, dove fu studiato un modello perfezionato composto di pezzi standardizzati, che dovevano essere montati secondo tempi e procedimenti studiati in modo scientifico.

Da allora l’auto ha modificato molto lo scenario in cui viviamo e l’organizzazione delle nostre città. Una presenza ingombrante e determinante che quasi ci impedisce di immaginare una città e una civiltà senza macchine.

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