Avere 30 anni

Creato il 12 novembre 2012 da Lucalo

Mica facile.

Che a scrivere sul vantaggio di compiere 30 anni basta poco per finire a dire frasi come queste.

Certo non è un vantaggio aver perso la fiducia che invece vedo nei vent’enni di oggi.

Non è un vantaggio aver vissuto in un benessere preso in prestito della generazione precedente, facendo finta di aver fatto anche la nostra parte.

Eppure sento che è proprio questo il punto.

Insieme al benessere abbiamo adottato anche i simboli di un mondo ormai morto.

Posto fisso. Strapotere della televisione e della carta stampata. Macchina. Casa di proprietà.

Viviamo la vita di oggi con i valori di ieri e quelli più svegli di noi sono riusciti soltanto a dire: qui qualcosa non mi torna.

Beh: è poco.

Qui non solo qualcosa non torna, è tutto da ribaltare.

Se non ci lasciano fare i giornalisti, gli scrittori, i ricercatori, gli informatici, gli attori; se non ci lasciano fare quello per cui siamo nati, allora dobbiamo crearci le condizioni.

Che può voler dire andare all’estero, ma anche fondare un giornale, una casa editrice, uno studio di produzione; in poche parole: costruire qualcosa di nuovo.

E se il modo per arrivarci è difficile, costoso, incivile, rischioso, illegale: posso dirlo? Stronzate.

Abbiamo l’età giusta per riscrivere anche le regole.

Ecco.

Ci sono.

Se dovessi dire qual è il più grande vantaggio dell’avere 30 anni oggi, non avrei dubbi.

Non così anziano da sentirti parte del mondo corrotto che odi.

Non così giovane da non sapere quello che ti aspetta quando mandi un curriculum.

Cos’è che urlava quello? Libertà.