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"Avvocato di difesa": per Michael Connelly, niente è più inquietante di un cliente innocente

Creato il 06 dicembre 2010 da Dejavu
"Costringerò quella donna ad ammetteredi aver mentitoe spargerò le sue ceneri in mare."
Mickey Haller parlando al suo assistito
Questo libro è straordinario! Sarò sincero fino in fondo: il trailer e il cast del film che ne uscirà il prossimo anno mi hanno messo una curiosità matta. Non capitava dai tempi di "Legge Criminale" con Gary Oldman e Kevin Bacon che ci fosse un tasso così alto di testosterone al tavolo della difesa (soprattutto con Phillippe ...)
Passate le pagine introduttive e meno avvincenti, mi ha fatto fare le 2 del mattino senza che me ne accorgessi. Impossibile per me seguire i personaggi senza mentalmente dar loro le fattezze di Matthew McConaughey - per l'avvocato - e quelle di Ryan Phillippe - per l'imputato -, vista la scarna descrizione fisica che ne fa Michael Connelly bravissimo, per il resto, a confondere i confini tra bugie e verità.
Tradotto in 35 lingue, sempre  ai vertici delle classifiche dei legal thriller, scrittore dal quale anche John Grisham si guarderà con sospetto.
Che fare se si è avvocati difensori in una città competitiva come Los Angeles e finalmente ci capita per le mani un cliente ricco sfondato che potrebbe sistemarci per sempre la vita? Ovvio: si cerca di non farselo scappare e di mungerlo a più non posso.
"Non commettere un reato se non puoi permetterti di pagare il tempo dell'avvocato".

Questo intende fare con il rampollo Louis Roulet il suo avvocato Mickey Haller, io narrante in prima persona nelle cui scarpe finiamo dalla prima all'ultima vicenda. E' proprio un risucchio quello che subiamo iniziando la lettura, una fagocitazione nel macchinario della giustizia americana i cui ingranaggi ci trascinano tra cancellieri, carceri, uffici di pm, udienze, trucchetti più o meno ortodossi per spuntare le cause senza che possiamo trovare il bottone per spegnerlo.
Haller non ci molla nemmeno per un periodo - inteso come frase chiusa tra due punti - scarrozandoci sui sedili posteriori della sua Lincoln ove ha organizzato il suo quartier generale dal quale gestire appuntamenti e scambi e facendoci sbalordire con un saggio delle capacità di un avvocato sicuro di sé. Troppo sicuro di sé.
Però c'è qualcosa che Haller teme come la morte, qualcosa che non vorrebbe gli capitasse mai: un cliente innocente. Difendere un colpevole, male che vada, è mestiere sempre ben fatto se si riesce a spuntare la pena minore ma mandare in carcere un innocente è doppiamente tragico, e per la vita dell'imputato e per quella delle prossime e potenziali vittime del vero colpevole che resta in libertà.
Ovviamente gli capita proprio questo in "The Lincoln Lawyer", quando si rende conto di aver spedito in prigione anni prima un uomo accusato dell'omicidio di una ballerina e capisce che la sua gallina dalle uova d'oro è il vero colpevole di quello come del caso in corso; un essere  autenticamente diabolico che lo ha scelto come difensore per un fine ben preciso e che pretende di manovrarlo a suo piacere.Come fare per continuare a spremere e punire il suo attuale cliente senza rinunciare a liberare quello ingiustamente detenuto? In cinema o in libreria, a voi il giusto cavillo.

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