AvX: l’ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel – Parte prima

Creato il 14 ottobre 2013 da Lospaziobianco.it @lospaziobianco
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  • AvX: l’ennesimo, quasi, inutile cross-over Marvel – Parte prima

Gli X-Men sono tra le mie letture preferite fin dal lontano 1977; ho iniziato, infatti, ad apprezzarli con la prima storia dei nuovi X-Men di Len Wein e Dave Cockrum, e con tutto il ciclo disegnato da John Byrne, scoprendo contemporaneamente anche le loro prime storie, quelle di Stan Lee & Jack Kirby, entrambe sulla collana Capitan  America della Editoriale Corno. In seguito ho amato tutto il lungo ciclo di Claremont (15 anni di racconti), poi ho proseguito la lettura più per abitudine che altro. L’entusiasmo mi è tornato con il ciclo di Morrison-Quitely, il resto lo considero “piattezza assoluta”, a causa anche dei tanti cross-over, saghe ed affini che hanno “snaturato” e “sgretolato” i mutanti della loro forza narrativa e suggestiva originaria. 

Gli ultimi sviluppi narrativi, infine, legati a “Messiah Complex”, “Secondo avvento”, “Scisma”, etc., hanno solo creato confusione, incongruenze narrative, e hanno stravolto (in taluni casi) anche i character dei principali eroi mutanti.

Due precisazioni:

  1. Non nascondo che mi sono stancato un po’ leggendo questo blocco di storie di Avengers versus X-Men. Queste lunghe saghe, che iniziano in un albo (nella miniserie principale) e poi si allargano e si completano leggendo altre 5/6 storie pubblicate in altri cinque albi, andavano bene vent’anni fa, forse anche dieci anni fa. Oggi, a mio parere, sono stancanti. Avrei preferito uno/due brossurati al mese con tutte le storie legate alla saga, sicuramente sarebbero stati più leggibili. Forse i cosiddetti “nerd”, i “marvel zombie” li apprezzano ancora, io non più.
  2. Qui si scrive di “fiction”, i fumetti sono fiction, finzione, anche se in taluni casi si fanno paragoni con il mondo reale.

PRIMO GIRO: AvX #1

I due racconti inseriti nel n.1 della miniserie AvX sono, dal punto di vista della sceneggiatura deboli e banali. Capitan America e Ciclope, due personaggi che hanno una grande storia editoriale alle spalle, non riescono a parlare e a comprendersi e puntano subito sullo scontro fisico tra loro e tra i rispettivi gruppi di appartenenza (Avengers e X-Men, tra quest’ultimi quelli rimasti fedeli a Ciclope). Il motivo dello scontro è Hope, la ragazzina ritenuta la messia dei mutanti (che a suo tempo fu la prima mutante a nascere dopo l’infausta saga House of M), nella cui vita sta per arrivare la minaccia più terribile dell’universo, la Fenice, che già in passato prese possesso, fino alla morte, della mai dimenticata Jean Grey.
I disegni di John Romita Jr., tranne in qualche vignetta, sono al di sotto del suo standard. Romita è bravissimo nel dare spessore ai personaggi, specialmente se immersi in un contesto urbano, mi ricordo tante magnifiche pagine di Spiderman. Qui invece i personaggi sono quasi privi di tridimensionalità. Bella la copertina, ottimo il logo di AvX.

Avengers #8

La prima storia di quest’albo è collegata ad AvX. Le tavole d’apertura riportano il lettore al primo scontro sull’isola Utopia tra Avengers e X-Men, poi si torna temporalmente indietro ed il lettore segue un Cap. America prima preoccupato e poi confortato da Thor. Di sottofondo nella narrazione c’è la la missione che porta il gruppo a chiudere i conti in sospeso con l’AIM e con la Dott.ssa Rappaccini. La storia si chiude con due pagine molto ambigue, che vedono il Protettore e la Suprema Intelligenza dialogare sulla Fenice, in arrivo sulla Terra.
C’è una stranezza nella storia, che non so se sia nata nella traduzione o se esiste anche nella versione originale: nella splash page iniziale c’è scritto “UTOPIA, isola e dimora degli X-Men, al largo della Costa di San Francisco, ORA…”, poi a pag. 3 c’è una scritta (nella seconda vignetta)  “Torre dei Vendicatori. PRIMA”. Fin qui niente di strano, la storia prosegue e termina, la stranezza é che non si coglie il nesso tra ORA  ed il PRIMA, a parte la due belle vignette in cui si vede Cap. America; se un personaggio viene raffigurato ORA (temporalmente) e poi con un bella sovrapposizione grafica ne viene narrato il PRIMA, alla fine della storia il lettore  dovrebbe tornare a vedere il momento temporale ORA, ma qui non accade.

Tie-In che delude, tranne che le due pagine finali, e delude pure Walter Simonson, grande maestro, che non è più quello di trenta-venti anni fa.

Thor & New Avengers #164

Molto bella la storia dei Nuovi Vendicatori legata ad AvX #1, scritta e disegnata bene dalla coppia Brian Bendis-Mike Deodato: è ricca di pathos, alcuni dialoghi sono interessanti, specialmente quelli di Luke Cage con i dimostranti e quelli tra lui e sua moglie Jessica. Il tormento psicologico dell’ex “Eroe in Vendita“, rende ancora più grave e lacerante quello che sta per succedere sia tra Avengers e X-Men, sia all’interno dei Nuovi vendicatori. Peccato che delle tre belle copertine delle storie di questo numero, sia stata scelta quella meno bella, solo perché era quella legata all’evento AvX, con Wolverine raffigurato nel mezzo tra Cap. America e Ciclope.

Iron Man & gli Avengers #56


Anche la serie Avengers Academy, partecipa a AvX con una storia molto particolare. Tutti i giovanissimi (e minorenni), mutanti e Vendicatori, sono costretti a stare insieme sotto lo stesso tetto, lontano da Utopia e dal campo di battaglia degli adulti. 
Le due storie alternano dialoghi a piccoli scontri, con i mutanti che si sentono comunque prigionieri. Spicca la figura di Laura (X-23), che nel corso della storia riuscirà a decidere da che parte stare,  mentre nel frattempo Shaw, tornato ad essere molto violento, fugge dalla sua cella in cerca dei giovani mutanti, senza che il lettore riesca a comprendere le sue intenzioni.

Anche se era ovvio che gli autori volessero puntare i riflettori sui giovanissimi mutanti e vendicatori (non volendo lasciare nessun protagonista fuori dall’evento), ritengo che i lettori potevano fare a meno di questi due tie-in.

Capitan America & Secret Avengers #30

Ottimo albo, che contiene due storie collegate ad AVX (estratte dalla collana Vendicatori Segreti), che ho trovato molto belle, sia per l’ambientazione cosmica, sia per il ritorno di Cap. Marvel (frutto di un piano, momentaneamente segreto, di un politico del pianeta Hala), sia per lo stile grafico del disegnatore brasiliano Renato Guedes. Infine non mancano dei dialoghi interessanti, specialmente quelli tra Noh-Varr e Miss Marvel, prima del loro “tradimento”.

Dopo aver letto lo scontro tra Capitan America e Ciclope, dal punto di vista dei Vendicatori, ci sono due albi dedicati ai Mutanti, per approfondire lo scontro dal punto di vista degli Uomini-X.

Gli Incredibili X-Men #269

Nella prima storia dell’albo (tratta da Uncanny X-Men), la coppia Kieron Gillen-Greg Land  fa iniziare il racconto alcuni minuti prima del faccia a faccia tra Scott Summers e Steve Rogers; i primi piani sono tutti per Ciclope e per Hope, quasi a sottolineare i sentimenti che stanno provando, e soprattutto la consapevolezza che non c’è alternativa a quello che stanno per fare. Capitan America, invece, si staglia sull’acqua, a pagina 5, in maniera statuaria. I due leader “si puntano il dito” con fare minaccioso e poi comincia lo scontro; la storia si sofferma anche su un altro scontro (tra Colosso e Hulk rosso) e sul primo tentativo di Wolverine di uccidere Hope, per poi chiudersi con un colpo di scena: il comunicato stampa di Kate Kildare, l’addetta alle pubbliche relazioni degli X-Men. Il comunicato, per quanto sia una mossa astuta di Scott,  mette  però in evidenza quanto Ciclope sia psicologicamente labile (impreparato/indifeso?) e disperato di fronte ad un evento, il ritorno della Fenice, di cui non conosce realmente la portata.

Wolverine e gli X-Men #7


Ultimo tie-in collegato a AVX 1. Questo numero si apre con Cap. America che fa visita a Wolvie nella sua nuova Scuola (dedicata a Jean Grey) ed è ambientata prima dell’inizio di questa saga. Nella storia, al dialogo tra i due, si sovrappongono le normali attività dell’Istituto, ottimamente rese dal disegnatore Chris Bachalo. Il Capitano fa appello al senso di responsabilità di Logan, ma Wolvie,  invece, prende la sua decisione, sia per il bene dei suoi studenti, sia perché in Hope vede ancora una bambina e non il terribile flagello che potrebbe diventare a causa della Fenice. La storia si chiude con la partenza di Wolvie e di Hank Mcoy, la Bestia, con il pianto di Blindfold (una delle X-studenti che possiede la capacità di vedere il futuro) e con un furioso e preoccupato Gladiatore, che lascia il pianeta-capitale degli Shi’Ar alla volta della Terra, non prima però di aver attivato il Commando della Morte.

Lo scrittore Jason Aaron ci fa comprendere che Wolverine non ha tradito gli X-Men,  che vorrebbe risolvere il problema Fenice possibilmente senza uccidere nessuno. Mette anche in evidenza che, dal punto di vista di Logan, Ciclope ha assunto un atteggiamento “fascistoide”,  in base al quale sull’isola Utopia tutti i Mutanti dovrebbero essere soldatini ubbidienti. Scott è inoltre fermamente convinto che il ritorno della Fenice sarà occasione di rigenerazione e di rinascita per la popolazione mutante. Ultima annotazione:  molto bella la copertina dell’albo.

Fine prima parte (di quattro)

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