La seconda, siamo sempre su Repubblica (sono in una fase di rigetto da quotidiani) a pagina 45, riguarda il linguaggio e mi colpisce ancor più sul vivo: sono sempre di più i termini anglofoni che usiamo senza bisogno di tradurli. Le dieci parole più usate in Italia sarebbero: social, business, smart, wellness (usatissima negli imprescindibili fitness center, uccidimi tesoro), fashion, benchmarking (sbigottisco), digital, brand (ci mancherebbe), network (e qui stupisco perché social è primo), switch (digitale monamur). Detto che ho vomitato un paio di volte, uno si aspetterebbe che tutto questo sia frutto di una maggiore penetrazione della lingua inglese all'interno della società italiana, d'altronde la si inizia a studiare alle elementari...Niente di più sbagliato, i ragazzini di oggi non ci capiscono un cazzo di inglese (ho le prove), ad "insegnarlo" sono dei somari patentati, grazie a corsi di una ventina d'ore figurati. Uno schifo come piace a noi insomma. Tant'è vero che a riempirsi la bocca con termini all'ammerigana sono proprio coloro che ne capiscono meno, perché chi sa l'inglese sa pure dividere i piani del linguaggio. Insomma siamo sempre al punto di Alberto Sordi "Americano a Roma".
La seconda, siamo sempre su Repubblica (sono in una fase di rigetto da quotidiani) a pagina 45, riguarda il linguaggio e mi colpisce ancor più sul vivo: sono sempre di più i termini anglofoni che usiamo senza bisogno di tradurli. Le dieci parole più usate in Italia sarebbero: social, business, smart, wellness (usatissima negli imprescindibili fitness center, uccidimi tesoro), fashion, benchmarking (sbigottisco), digital, brand (ci mancherebbe), network (e qui stupisco perché social è primo), switch (digitale monamur). Detto che ho vomitato un paio di volte, uno si aspetterebbe che tutto questo sia frutto di una maggiore penetrazione della lingua inglese all'interno della società italiana, d'altronde la si inizia a studiare alle elementari...Niente di più sbagliato, i ragazzini di oggi non ci capiscono un cazzo di inglese (ho le prove), ad "insegnarlo" sono dei somari patentati, grazie a corsi di una ventina d'ore figurati. Uno schifo come piace a noi insomma. Tant'è vero che a riempirsi la bocca con termini all'ammerigana sono proprio coloro che ne capiscono meno, perché chi sa l'inglese sa pure dividere i piani del linguaggio. Insomma siamo sempre al punto di Alberto Sordi "Americano a Roma".