Dopo 4 sconfitte nelle ultime 5 trasferte, finalmente anche i terreni di gioco lontani da San Siro tornano a sorridere al Milan. Il 2-3 rifilato all’Udinese porta in dote tanti passi avanti dal punto di vista tecnico ma anche una notevole scossa morale. La Juve continua a essere dietro e la parte sinistra della classifica è prenotata almeno fino al weekend.
Mihajlovic tiene in panchina Luiz Adriano per far posto a Balotelli dal primo minuto, mentre Colantuono schiera da subito la coppia Thereau-Di Natale. Dopo 5′ i rossoneri passano: Balotelli si guadagna una punizione, prenota il pallone e lo mette, come Bonaventura sabato, là dove Karnezis non può arrivare. Il primo tempo di Mario è quasi perfetto, svaria su tutto il fronte offensivo lasciando a Bacca il lavoro sporco, cioè far salire la squadra e portare via l’uomo (Domizzi) in mezzo all’area. Poi ci pensa Montolivo a pescare Bonaventura, che controlla e incrocia di sinistro. Infine, lo stesso Bonaventura recapita su calcio d’angolo il pallone per il decollo di Zapata.
0-3 all’intervallo, partita chiusa. E invece no. Colantuono nella ripresa inserisce Duvan Zapata per creare densità davanti, Mihajlovic invece toglie Calabria (il classe ’96 è stato uno dei migliori) per Alex, più esperto soprattutto in copertura. E i bianconeri tornano incredibilmente in partita: Zapata crossa per Badu, che fulmina Diego Lopez. Poco dopo è Thereau a servire Zapata, che in otto minuti riapre la partita. Ma proprio sul più bello la carica dell’Udinese si spegne, per poi riaccendersi nei minuti finali, in cui i padroni di casa le provano tutte, senza successo. Nel recupero, grazie all’inserimento di Luiz Adriano che va a pressare alto, il Milan respira, anche perché i friulani rimangono in 10 per l’ingenua espulsione di Bruno Fernandes, che si becca il secondo giallo per eccessive proteste.
Il Milan torna a casa con tre punti in tasca e una certezza: Balotelli è tornato. Oltre alla magia con cui apre i giochi (di 27 gol con il Milan, 15 sono arrivati su punizione o rigore) è la tenuta atletica a sorprendere. Per un giocatore fermo da più di dei mesi è notevole nascndere il pallone e lottare di fisico fino all’ultimo secondo, anche quando il tecnico preferisce far rifiatare Bacca.
Il vero problema è la difesa. Otto gol subiti in cinque partite sono un handicap pesante per chi ambisce alle zone alte della classifica. Le difficoltà possono essere spiegate soltanto in parte con l’inesperienza (Romagnoli, De Sciglio, Calabria e Zapata fanno appena 88 anni in 4, senza contare Rodrigo Ely), perché ai giovani si aggiungono elementi già rodati, come Alex e Mexes. Già, ma ieri il brasiliano ha ballato parecchio e proprio quando è toccato a lui il Milan ha iniziato a soffrire e Mexes è ormai fuori rosa (praticamente ceduto alla Fiorentina nelle ultime ore di mercato, Berlusconi ha posto il veto sull’operazione; da allora mai convocato). Paletta è stato ceduto all’Atalanta e Abate e Antonelli sono ai box. Un reparto che ha tutto tranne che certezze.
Per l’Udinese non si vede la luce alla fine del tunnel, ma forse non era la serata per cercarla. Sicuramente la classifica preoccupa e la squadra non sembra avere un preciso piano tattico: quando il Milan ha attaccato con intelligenza sono stati sempre dolori, la riscossa l’ha data il morale. Ora però è vietato sbagliare ancora o il futuro di Colantuono potrebbe essere davvero nero.