Lo Stato italiano oggi incassa 163 miliardi dall’Irpef, a partire da cinque aliquote di imposta (23, 27, 38, 41 e 43%) e da un reddito imponibile dichiarato di 800 miliardi di euro. Oltre all’imposta sui redditi personali c’è anche quella sui redditi di impresa (Ires) che dà entrate per 40 miliardi a partire da aliquote di imposta del 27,50% per redditi societari dichiarati pari a 155 miliardi. Eppure i conti non tornano mai. ”Per le imprese viene tassato l’utile, cioè la differenza tra entrate (fatture emesse) ed uscite (spese sostenute). Per le persone fisiche – invece – si tassano le entrate (reddito), consentendo soltanto alcune deduzioni e detrazioni. In questo modo si attua una doppiaimposizione: un’imposta sul reddito e poi una successiva sui consumi. Soltanto con l’aumento della deducibilità delle spese si può stabilire la reale “capacità contributiva” (art. 53 Cost.), cioè la base imponibile della tassazione. Oggi l’acquisto del pane non è deducibile né detraibile, come se i contribuenti non dovessero mangiare. L’aumento della deducibilità è anche un’azione di contrasto all’evasione fiscale, poiché crea di fatto e automaticamente un conflitto di interessi tra fornitore e cliente. L’utilizzo di una fiscal-card per gli acquisti semplificherebbe gli adempimenti e faciliterebbe i controlli fiscali. Gli imprenditori inoltre non possono detrarre i beni acquistati per svolgere il lavoro, come gli strumenti, le macchine e similari che, invece, vanno a pesare sulla tassazione fiscale. A chi conviene quindi dichiarare il totale delle operazioni compiute? La burocrazia sempre più spesso è l’arma della finanza criminale, gestita quasi fosse una corsiapreferenziale per quei gruppi di potere sanguisuga. Parliamoci chiaramente, le banche poi sono parte integrante di questi gruppi e ne dispongono come e quando vogliono, anche per vendette o ripicche, scambiandosi reciproci favori. ”Non ci fidiamo più di niente e di nessuno, è tutto talmente inquinato da farci stare continuamente alla finestra con un fucile spianato: sentinelle a difendere i propri diritti e quelli dei nostri associati”.