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Banche, i titoli tossici sono un rischio almeno quanto i crediti in sofferenza

Creato il 28 dicembre 2017 da Stefanohely


Non ci sono solo i crediti in sofferenza a creare preoccupazioni alle banche europee. L'ammontare dei crediti "illiquidi" (titoli tossici) è altrettanto allarmante. Parliamo di circa 6800 miliardi di euro tra attivi e passivi, ovvero 12 volte l'importo dei crediti in sofferenza. Quando si parla di titoli illiquidi si fa riferimento a quelli che non essendo quotati sui mercati regolamentati, hanno difficoltà di smobilizzo.

Cosa sono i titoli tossici

Banche, i titoli tossici sono un rischio almeno quanto i crediti in sofferenza


Essi vengono catalogati in bilancio al "Livello 2" e "Livello 3", e comunque sono un rischio importante per un istituto di credito. Potrebbero infatti essere soggetti a shock di prezzo e creare problemi ai bilanci delle banche che li detengono.

Quando parliamo di titoli di "Livello 2" facciamo riferimento a titoli che non hanno prezzi certi sul mercato ma hanno titoli simili quotati o comunque qualche indicazione diretta o indiretta che permetta di determinare un prezzo. Discorso più aleatorio per i titoli di "Livello 3", che non hanno alcun punto di riferimento, neppure indiretto, sul mercato. Il loro valore quindi è abbastanza arbitrario. Al punto che la stessa Bankitalia sottolinea che "Le banche sono incentivate ad usare questa discrezionalità a proprio vantaggio".

Il rischio connesso


Secondo i calcoli di Bankitalia, basterebbe una riduzione del loro valore di circa il 5% per ridurre in media il capitale di migliore qualità (Cet1) delle 18 banche europee più esposte di 350 punti base. Parliamo di un effetto che sembra contenuto e invece rappresenta una potenziale bomba. Bankitalia considera peraltro questa possibilità come "un'ipotesi tutt'altro che irrealistica".

Per questo motivo l'istituto centrale italiano evidenzia che focalizzarsi solo sui crediti deteriorati, come fanno le autorità di Vigilanza, sia un errore. Bisognerebbe accendere un faro più forte anche su questi titoli. Anche perché - sottolinea Bankitalia - il rischio di valutazione dei titoli di "livello 2" e 3 è simile a quello dei crediti deteriorati.


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