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Barcellona 1 anno dopo: bilanci

Creato il 24 ottobre 2017 da Alessia1983

E’ già passato un anno da quando abbiamo deciso di lasciare Rotterdam, una casa di proprietà, due lavori, un bel pò di amici, abitudini e certezze per trasferirci a Barcellona.

A pensarci bene sono passati ben 14 mesi e qualcosina in piu’. 445 giorni.

Abbiamo lasciato la nostra comfort zone, le nostre certezze, per un salto nel buio, una pazzia, una cavolata a detta di molti. E forse un pò hanno ragione.

Oggi mi chiedo: “cosa porta una giovane coppia (mi piace continuare a definirmi giovane) con un bambino piccolo ad affrontare un secondo trasferimento internazionale?”

Parliamoci chiaro, non siamo davanti a una famiglia Expat, con  stipendi da capogiro e benefits che solo a pensarci mi viene da piangere (affitto pagato, scuole internazionali pagate, assicurazioni mediche per tutto il nucleo famigliare pagate, ecc ecc.).

Noi ci siamo trasferiti senza tutto questo ed ecco perchè molti ci hanno detto che eravamo due pazzi, due coglioni, due incoscienti, due stupidi, e aggiungete voi altri epiteti negativi che vi vengono in mente.

Io avevo trovato un lavoro con un buon contratto è vero, ma nulla di trascendentale e nonostante questo abbiamo comunque deciso di buttarci e sfidarci ancora una volta.

Abbiamo fatto bene? Non lo so.

Quello che è certo è che ancora una volta abbiamo dimostrato di potercela fare in qualsiasi situazione. Ci siamo sgarbugliati nella burocrazia catalana, abbiamo trovato un asilo per William e dopo qualche mese abbiamo avviato tutte le pratiche per l’iscrizione alla materna (il sistema è talmente complicato che merita un post a parte anche se non so se avrò mai il coraggio di scriverlo), abbiamo cercato e trovato casa dove volevamo, Stefano ha trovato lavoro dopo un paio di mesi e non essendo pienamente soddisfatto a luglio ha deciso di cambiare trovando una posizione migliore dopo poche settimane, abbiamo  fatto la dichiarazione delle tasse, acquistato uno scooter e affittato un garage e tanto altro ancora.

Certo l’Olanda è e rimarrà per sempre nei nostri cuori per svariate ragioni. Ci ha dato la possibilità di cambiare vita e ci ha fatto diventare una famiglia. Sicuramente l’Olanda è un paese meraviglioso dove tutto funziona molto bene. E’ indubbio che il welfare dei Paesi Bassi non sia paragonabile a quello spagnolo e che i servizi offerti e la burocrazia siano a livelli altissimi (mi viene in mente l’ospedale di Rotterdam e la sanità in generale piuttosto che gli uffici comunali..)

Provo a fare un “paragone” anche se poi, soprattutto nel nostro caso, è il cuore che ha deciso, nonostante tutti i pro e soprattutto i contro, le liste dei perchè sì e perchè no, e ragionamenti vari…

  • CLIMA: beh…che ve lo dico a fare!!!!Barcellona batte Rotterdam 1 a 0 senza nessun dubbio. Qui splende il sole 350 giorni l’anno e le temperature sono sempre miti e gradevoli. Grosso neo: d’estate fa molto caldo e spesso per le strade, soprattutto vicino al mare, c’è puzza di fogna.
BARCELLONA 1 ANNO DOPO: BILANCI

primo weekend di Ottobre: William ci sballa!

  • CIBO: ti piace vincere facile Alessia??? si un pò si lo ammetto. 🙂 il cibo a Barna è ottimo! Paella & tapas se vogliamo fare i nazionalisti, ma anche la verdura e la frutta che sono fresche, saporite e a km0, l’olio extra vergine d’oliva locale, il pesce e la carne di ottima qualità.
BARCELLONA 1 ANNO DOPO: BILANCI

la REGINA!!!

  • LINGUA: tasto semi-dolente. E’ vero che lo spagnolo è una lingua facile da capire e parlare (in modo maccheronico se non si studia bene la complessa grammatica) e quindi ci si sente sempre un pò a casa ma…c’è un ma…a Barcellona si parla anche e SOPRATTUTTO il Catalano. Un mix di francese, italiano e spagnolo sicuramente comprensibile per un buon 70% ma come ogni lingua se le si vuole imparare veramente bisogna studiarla! A scuola il catalano è la lingua veicolare quindi i bambini la parlano sin da subito e continueranno a studiare tutte le materie fino all’università in catalano. Sta cosa onestamente non mi fa impazzire e a tratti mi crea scompensi umorali non indifferenti…ma iscriverlo a una scuola privata non era un’opzione visto gli eccessivi costi. Sicuramente la scuola pubblica catalana, soprattutto per quello che ho visto nel nostro quartiere, è molto buona: le strutture sono ben tenute e ristrutturate, le famiglie molto presenti (esiste l’associazione genitori in ogni istituto , l'”AMPA”, che ha voce in capitolo su diverse decisioni. Ve ne parlerò piu’ avanti), le mense interne offrono menu’ studiati da nutrizionisti, biologici e a km0, tutte le scuole o quasi hanno l’orto, vengono organizzate molte uscite didattiche sin dai 3 anni, offerte molte attività extra-scolastiche, dal calcio al volley, dal basket al pattinaggio, musica, inglese, pittura, scultura, teatro e per i piu’ piccini iniziazione allo sport, karate, conta cuentos, e altri…
  • LAVORO:ahimè..tasto dolente. Non perchè non ci siano opportunità lavorative, anzi, ma abituati e viziati dalle condizioni lavorative olandesi, abbiamo un pò sofferto della situazione catalana. La gestione è molto all’italiana diciamo..anche se per arrivare ai livelli italiani ce ne vuole! Stipendi non paragonabili a quelli olandesi, dove una semplice segretaria prende sui 2.500 euro al mese.
  • CONCEZIONE DEL LAVORO: la concezione secondo me merita un punto a parte ed è secondo me il tema piu’importante. Perchè? beh…perchè se in Olanda ci eravamo abituati che si lavora per vivere, quindi Manager con part time e tutti fuori alle 5…qui non funziona così, ma piuttosto il contrario: Si vive per lavorare! Ci sono persone che stanno in ufficio dalle 8 alle 19 e a volte pure il weekend..c’è la “mania” di fare sempre di piu’, non ne ho ancora ben capito il motivo. Dimostrare di essere piu’ bravi? Non avere una vita fuori? Non lo so. Certo è che in Olanda, per quello che ho visto io, di fronte a casi patologici come quelli che ho appena nominato, il capo ufficio prenderebbe provvedimenti. Lavorare 10-11 ore quando l’azienda te ne paga 8 non è sinonimo di qualità, anzi. Fossi io il manager non vedrei di buon occhio chi si ferma tutti i giorni 1 o 2 ore in piu’. Qui invece ti spremono come un limone e di fatto “premiano” queste persone che vivono per il lavoro (manco fossero neurochirughi come il dottor Stranamore).
  • AFFITTI: altro tasto dolente..sono alti! Barcellona è diventata una città molto richiesta e gli affitti sono schizzati alle stelle. Paragonabile a Londra, Parigi e Amsterdam…con la differenza che gli stipendi medi lì sono quasi il doppio di qui. E allora come fanno i catalani,o chi vive qui, a permettersi affitti esorbitanti ma allo stesso tempo fare colazione al bar, mangiare fuori e uscire la sera??? Misteri della fede!
  • GENTE LOCALE: direi un pareggio! E’ vero che qui si fanno 4 chiacchiere al parco piuttosto che alla fermata del bus o al supermercato con molta facilità..ma c’è da dire che qui parliamo la loro lingua, quindi interagire è molto piu’ facile e naturale di quanto lo fosse in Olanda, dove bisognava sempre scusarsi per non parlare l’olandese.
  • SPAZIO VERDE PUBBLICO: ehm…no, ancora non ci siamo! a Barcellona per trovare del verde devi andare sulle alture (come a Genova tra l’altro). Quanche sabato fa siamo stati al Park Guell (vedi foto) e lì è molto bello.S i possono fare passeggiate nel verde, pic nic immersi nella natura, con una vista mozzafiato sulla città, praticamente a 20 minuti dal centro. Anche Montjuic non è da escludere se si vuole prendere un pò di aria buona. Però…qui abbiamo il mare! La spiaggia è facilmente raggiungibile e molto attrezzata: bagni pubblici, docce, bar e ristoranti, giochi per bambini, attrezzi per fare sport, campi da beach volley e addirittura spazio dedicato al pubblico gay e altro spazio dedicato ai nudisti. In Olanda  il verde pubblico è tantissimo, penso al Westbroek Park, al Haagse Bos o al Westduinpark a Den Haag, o al Kralingse Bos a Rotterdam, per non parlare del celebre Vondelpark di Amsterdam.
BARCELLONA 1 ANNO DOPO: BILANCI

vista dal Park Guell con due ospiti d’eccezione!

  • SANITA’: pubblica quindi gratuita al 100%, mentre in Olanda si paga l’assicurazione mensile, non proprio economica. Finora non ho esperienze o commenti negativi da fare, in entrambi i casi. Spesso ci si lamenta che le visite “specilistiche” in Olanda siano difficilmente raggiungibili a causa del medico di base (Huisart) che funge da filtro. Qui la Sanità è catalana e per diritto, impadronandoti (prendendo la residenza) puoi richiedere un medico di famiglia (de cabecera) e per i bambini un pediatra. Finora mi sono sembrati professionali, attenti e celeri…giusto ieri abbiamo fatto un RX al torace d’urgenza in 1 ora e qualche mese fa ho fatto un esame del sangue completo prendendo appuntamento il giorno prima, senza pagare un euro.
  • MEZZI PUBBLICI: come per la sanità non posso parlare male neanche del trasporto pubblico. Metro, bus, tram e treni locale sono funzionali e puntuali, così come lo sono i mezzi in Olanda. Punto a favore dei Paesi Bassi: l’ovchipkaart (ve ne avevo parlato qui )

E voi, su cosa fareste altri confronti? Ho sicuramente dimenticato qualcosa che per qualcuno di voi può essere fondamentale.

Fatemelo sapere e ditemi la vostra a riguardo.


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