Il laconico comunicato della Pallacanestro Biella, pubblicato sul sito senza riferimento alcuno alla cronaca, con il quale la stessa società si scusa con soci, sponsor e appassionati per l’atteggiamento della squadra, definito remissivo in un momento della stagione nel quale invece dovrebbe essere “combattivo”, sintetizza il quadro negativo con il quale ci si trova a “dibattere”. La pesante sconfitta a Venezia, contro l’Umana, fotografa lo stato di apatia nel quale è caduta la formazione piemontese. Certo le voci di stop dell’avventura alla fine del campionato non hanno contribuito a galvanizzare l’ambiente, giocatori in primis, ma il dovere di giocare fino all’ultimo e provarci, questo sì, non dovrebbe mai venire meno. Parlare oggi di salvezza, con i quattro punti di distacco dalla penultima, pare vaneggiare. La richiesta alla pattuglia, legittima, è però quella di vederla scendere in campo con un atteggiamento diverso, per salvare la faccia e la storia ultraventennale di una società che non merita di chiudere in questo modo la propria parabola, pur discendente.