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Bassa Marea di Enrico Franceschini

Creato il 30 dicembre 2019 da Vita Da Museo @vitadamuseo

“Un mare liscio come l’olio.

È un luogo comune, ma rende l’idea. Alle cinque del mattino, l’Adriatico è un liquido immobile disteso lungo il litorale. Non un’increspatura agita l’orizzonte. Tutto è fermo: acqua, cielo, spiaggia.”

L’Adriatico la mattina presto, quando cielo e mare sembrano fondersi l’uno con l’altra, e la spiaggia si srotola ai loro piedi per km come un morbido, immacolato tappeto setoso. Ombrelloni ancora chiusi, bagnini con retini da pesca e rastrelli intenti a pescare mozziconi di sigaretta dalla sabbia, pettinandola amorevolmente come se non fosse destinata da li’ a poco ad essere calpestata dalla massa di bagnanti portati dal nuovo giorno.

Ho trascorso le mie prime 18 estati a Rivazzurra di Rimini, con un breve intervallo a Lido di Classe (si cambia provincia, ma sempre Romagna resta) e so esattamente di cosa parla Enrico Franceschini in Bassa Marea. E per me la gioia di questo romanzo giallo-umoristico non è dovuto solo all’intreccio (non troppo complicato eproprio per questo cosi plausibile) e alla simpatia dei personaggi della storia, quattro goliardi sessantenni dall’ironia tagliente e dall’umorismo grossolano (a metà tra Amici Miei e i vecchietti del Bar Lume, con un tocco di Raul Casadei), ma dal luogo in cui si svolge, la Romagna dei mei ricordi.

Andrea Muratori detto Mura, bolognese di origine con una lunga carriera giornalistica alle spalle come inviato giramondo, si ritrova “giovane” sessantenne (che i sessanta sono i nuovi quaranta, no?) pensionato anzitempo a Bagnomarina, la località marittima dove per anni ha trascorso la villeggiatura, e che sente più sua della sua Bologna. Ha pochi soldi in tasca e vive in un capanno di pescatori che si affaccia sul mare e sarebbe in pace con se stesso e con il mondo il Mura, se il destino non avesse deciso di metterci lo zampino facendogli trovare, una mattina presto durante la “corsetta” di routine sulla spiaggia deserta, invece delle solite conchiglie, il corpo di una donna più morta che viva che si rivelerà essere l’enigmatica russa Sasha.

Nel tentativo di aiutare Sasha a ritrovare la figlia, Mura si imbatte nel lato oscuro della Romagna dove non tutto è sfavillante divertimento, ma dove clan di calabresi trafficano schiave del sesso, e immigrati cinesi spacciano erba sotto la finestra dell’ottantenne ex-maestra del paese. Ad aiutarlo nella sua goffa indagine, i suoi i suoi tre amici d’infanzia, tre come i Moschettieri (che in realtà erano quattro…), tre ex-ragazzi come lui e come lui determinati a non prendere la vita troppo seriamente, uno per tutti e tutti per uno. Perfetto per chi ama il giallo tinto di commedia con un tocco dolce-amaro di malinconia.

Bassa Marea di Enrico Franceschini


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