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Basta Pfas in Veneto: consegnate le firme

Creato il 27 ottobre 2017 da Informasalus @informasalus

acqua
A distanza di cinque anni dalla scoperta non sono state ancora eliminate le fonti di inquinamento

Una delegazione di Legambiente, Coordinamento Acque Libere da Pfas, Mamme No Pfas e Genitori attivi zona rossa ha consegnato agli assessori regionali alla Sanità, Luca Coletto, e all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, delegati del presidente delle Regione Veneto Luca Zaia 14.754 firme dei cittadini residenti nei ventuno comuni della zona rossa, ossia l’area dei comuni inquinati dalla presenza di Pfsa e Pfoa nell’acqua.
“Abbiamo consegnato le firme di 14.754 cittadini che ad oggi hanno sottoscritto la petizione ‘Acquedotti liberi da pfas e pfoa’ lanciata da Legambiente e dal Coordinamento Acqua Libera dai Pfas, che aveva come richiesta l’allacciamento degli acquedotti contaminati dalle sostanze perfluoroalchiliche a fonti di approvvigionamento esenti da inquinamento”, spiegano i cittadini delegati.
Inoltre Legambiente e il Coordinamento Acque Libere da Pfas hanno scritto al ministro dell’Ambiente e della tutela del mare Gianluca Galletti e alla ministra della Salute Beatrice Lorenzin per chiedere un incontro al fine di normare i PFAS a livello nazionale e fissare limiti più stringenti, non solo a livello della regione Veneto, per queste sostanze nelle acque di falda e allo scarico.
Secondo la delegazione un’altra importante conferma ottenuta è la necessità di perseguire con forza la via giudiziaria in base al principio “chi inquina paga” e di applicare la nuova legge sugli ecoreati.
Era il 2013 quando veniva constatato l’inquinamento da pfas delle acque di falda e delle acque potabili. L’Istituto Superiore di Sanità chiedeva ai gestori e alla Regione Veneto di affrontare l’emergenza e in breve tempo o rimuovere la fonte di inquinamento o di trovare altre fonti di approvvigionamento per gli acquedotti contaminati. A tutt’oggi però nessuna delle indicazioni ha visto il suo completamento lasciando ancora il territorio in emergenza. I gestori infatti sono costretti alla filtrazione delle acque per far fronte alla contaminazione e la fonte primaria d’inquinamento non è stata rimossa, nonostante questa sia stata ben individuata.
Le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) sono sostanze chimiche di sintesi usate principalmente per rendere resistenti ai grassi e all’acqua vari materiali come tessuti, tappeti, carta, rivestimenti per contenitori di alimenti. I due composti chimici appartenenti a questo gruppo più usati sono l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e l’acido perfluoroottansulfonico (PFOS). Tali sostanze possono trovarsi nell’aria, nel suolo e nell’acqua in relazione a produzione, uso e smaltimento dei prodotti che li contengono. Sono composti dotati di elevata persistenza nell’ambiente, che possono essere trasportati a distanza dall’acqua; se presenti nell’aria lentamente ricadono sul suolo in un tempo stimato di giorni o settimane.


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