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Batosta ai top-scorer, la FIA alza la tassa d’iscrizione: più vinci, più paghi

Da F1web

La ratifica è piombata sul paddock venerdì sera mentre le squadre mettevano in ordine i dati delle prove libere di Abu Dhabi. Quella che fino a ottobre era la proposta di Jean Todt per fare cassa a Parigi, adesso è legge.

Dal 2013 la quota base per l’iscrizione al campionato passa da 400 mila a 500 mila dollari, a cui vanno sommate le tasse in misura proporzionale ai punti conquistati, secondo un’aliquota che cambia in funzione della posizione in classifica perché chi vince il Mondiale Costruttori paga seimila dollari per ogni punto, tutti gli altri ne sborsano cinquemila, da versare entro il 30 novembre dell’anno precedente a quello per il quale si fa domanda.

Vale a dire che la Red Bull, sulla base della classifica del 2011 e per aver vinto l’iride a mani basse con 650 punti, pagherebbe alla FIA un totale di 4 milioni e 400 mila dollari.

Per le squadre più piccole la manovra della Federazione sostanzialmente ha impatto minimo: la batosta è per quelli che vincono. “Praticamente – fa notare Ross Brawn su Autosport – la differenza la sentono quei team che si classificano nei primi tre o quattro posti”, malgrado gli accordi con la FOM di Bernie Ecclestone riconoscano loro una percentuale maggiore sui diritti televisivi.

Brawn alla fine se la rideva: “Spero di avere questo problema l’anno prossimo”. Perché oggi il nuovo criterio di calcolo delle tasse d’iscrizione è soprattutto un problema della Red Bull che si avvia a vincere il terzo alloro consecutivo tra i costruttori.

Chris Horner ad Abu Dhabi diceva: “La situazione è complessa. Jean Todt ha spiegato in maniera piuttosto chiara il motivo dell’aumento dei costi d’iscrizione. Lo schema che hanno introdotto penalizza chi fa più punti. Noi comprendiamo le ragioni che ci sono dietro, per cui accettiamo la posizione della FIA, malgrado non sia perfettamente in linea con il concetto della riduzione delle spese”. Che resta l’altro nodo nella firma della nuova Concordia.


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