Quanto alle prospettive per il 2016, quando scadrà la concessione con lo Stato che affida il canone in esclusiva alla Rai, l'imprenditore sottolinea che «per rinnovare la concessione dovremmo vedere la linea editoriale che il servizio pubblico dovrebbe avere». Ma all'imprenditore tunisino risponde subito l'Usigrai, il sindacato dei giornalisti Rai. «La Rai non è in vendita. Spiace deludere l'imprenditore Tarak Ben Ammar, ma nessun grande Paese europeo si è privato del Servizio pubblico radiotelevisivo», sottolinea in una nota il segretario nazionale dell'Usigrai, Vittorio di Trapani, sottolineando che «per liberare la Rai dai partiti non serve privatizzare, ma approvare alcune riforme».
Ma Ben Ammar è oggi tornato a manifestare interesse anche per un'altra televisione italiana, La7. Che «non è in vendita - premette - ma se Urbano Cairo cerca un socio: io sono qua». Amico di vecchia data dell'ex premier Silvio Berlusconi, annuncia infine che su di lui gli italiani avranno «sorprese». «Non è finita l'avventura politica di Berlusconi. Ricordiamoci di De Gaulle, c'erano tre partiti di destra e ha saputo gestire la Francia. Tutti pensavano che era vecchio e finito Berlusconi ha una marcia in più, ha una forza di carattere e molto coraggio e gli elettori che l'hanno votato per vent'anni lo sanno meglio di me».