Benzoino e il Latte Verginale

Creato il 08 marzo 2012 da Mgalenika
Ispirata da questo post di Lalla ho provato a stendere un approfondimento sul Latte Verginale.
Dall'India all'Europa arrivò, lungo la via delle spezie, il benzoino, aromatico e dolce; già nella Roma Repubblicana, pani di benzoino si lavoravano nelle botteghe apotecarie di Alessandria d'Egitto; si usava nelle misture con le spezie per unguenti cosmetici e medicali e nelle misture con incenso per gli altari, dedicato a Giove, simbolo di prosperità e successo.
Nel Medioevo, usando la tintura di benzoino i monaci Benedettini producevano il famoso "balsamo dei frati", valido per tutte le malattie del respiro, ed era usanza esporre al sole la biancheria degli equipaggi di navi proveninti da luoghi ritenuti infetti per poi trattarla con profumi a base di benzoino, spezie e zolfo.
E' un albero con foglie simili a quelle del limone che può raggiungere i 20mt, delle Styracacee, la resina stilla dalle incisioni sulla argentea corteccia, le Lacrime del Siam. In India, in antichità, l'emulsione in acqua si usava per le infiammazioni cutanee, in fumigazioni contro tossi e bronchiti e per disinfettare l'aria negli ospedali.
L'essenza di benzoino è un resinoide, dalla consistenza di una crema dura che va disciolta con vapore acqueo inquanto non può liquefarsi a temperatura ambiente, si compra solido e si scioglie all'uso. In Italia l'essenza è usata per la produzione dell'orzata.
L'essenza di benzoino è un antisettico, espettorante ed è antinfiammatorio, benefico per le affezioni della gola, influenze, bronchiti e tossi. In acqua tiepida per impacchi è una ottima terapia per infezioni genitali. Famoso rimedio per couperose e acne, purifica, ammorbidisce e ravviva la pelle. Dà energia e vitalità alla mente ed il suo profumo rilassa e rinvigorisce come un bagno d'aria; massaggiato dà conforto a solitudini, depressioni e tensioni.
Robert Tisserand diceva che 2 o 3 gocce di rosa o gelsomino e una punta di benzoino è "meravigliosa per sconfiggere demoni e stress della nostra civiltà così come scacciava gli spiriti maligni nei primitivi".
Il Latte Verginale vero e proprio è del '600, in Francia, dove Caterina de'Medici aveva portato Renato il Fiorentino, suo profumiere, e tutto l'impulso dei trattati italiani su profumi e cosmesi. Belletti, unguenti, creme, ciprie, finti nei, incarnato intatto e niveo furono una preoccupazione, qualcosa di più di una  moda o una passione.
Dal  '600 in poi il latte verginale si ritrova in quasi tutti i ricettari ed a fine '800 lo si definiva eccellente per attenuare il rossore del viso provocato dal sole.
Opalescente, e bianco, dal gradevole profumo di vaniglia, il latte verginale è una emulsione in acqua di rose con tintura di benzoino, aromatico e conservante naturale. Può essere usato come detergente, da solo o arricchito di essenze utili per specifici problemi estetici.
La formula base più semplice, che è quella che ho provato io, prevede mezzo litro di acqua di rose e 5gr di tintura di benzoino; indicazioni utili le troviamo nel Nuovo Formulario dei Profumi e dei Cosmetici, del 1918: "Il latte verginale eccita la pelle, stimola la circolazione, è indicato per pelli secche, congestionate e le rughe; ma la sua azione un po' irritante esige l'impiego a piccole dosi a cui farà seguito l'applicazione di creme."

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