Berlinerplatz

Da Annaulaola

Berlino, oggi città simbolo di vita giovane e frizzante, del design e dell’architettura, è una città in continua evoluzione e, soprattutto oggi, è in piena fase realizzativa in seguito a un processo di cambiamento iniziato dall’unione della Berlino Est con la Berlino Ovest. La Porta di Brandeburgo è il monumento simbolo della città, così come il Parlamento e il Duomo, ma il vero vanto dei berlinesi sono gli oltre 170 musei che attraggono ogni anno milioni di visitatori.

Priva un centro vero e proprio, Berlino, uno dei più importanti centri politici, culturali, mediatici e scientifici del continente, è una città dove monumenti e attrazioni sono distribuiti ovunque. La maggior parte dei luoghi da visitare sono a est della Porta di Brandeburgo, sui due lati del viale Unter den Linden. Il cuore di Berlino ovest rimane invece la Ku’damm, con le sue eleganti traverse e la chiesa della commemorazione Kaiser Wilhelm Gedächtniskiche, dove una sezione in rovina sorge ancora in memoria dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale.

Imperdibile, se siete a Berlino, un giro ad Alexanderplatz, o ad Alex’, così come la chiamano i berlinesi. Mercato del bestiame in epoca medievale, grande spazio adibito a parate militari fino a metà del XIX sec., venne così ribattezzata in onore dello zar Alessandro I. Negli anni ’20 divenne il cuore della città; poi tanti momenti storici importanti e infine uno spazio enorme, troppo grande da gestire, divenuta negli anni ’60 interamente zona pedonale. La sua voglia di competere con gli edifici della parte ovest di Berlino, la portarono a essere fulcro di vari palazzi e istituzioni come l’Hotel Stadt Berlin (oggi Park Inn Hotel), la Casa dell’Insegnante, l’ex Centrum Warenhaus, la Fernsehturm (torre della televisione), la Brunnen der Völkerfreundschaft (fontana dell’amicizia tra i popoli) e il Weltzeituhr (orologio mondiale), oggi due tra i due punti di riferimento più importanti della città.

Sempre grande empatia suscita la visita al Checkpoint Charlie, uno dei più noti punti di passaggio negli anni della guerra fredda, insieme al ponte di Glienicker (Glienicker Brücke), dove troneggiava il cartello – in inglese, russo, francese e tedesco – che fu il simbolo della divisione di Berlino e avvertimento per chiunque voleva avventurarsi al di là del Muro: YOU ARE NOW LEAVING THE AMERICAN SECTOR – STATE LASCIANDO IL SETTORE AMERICANO, rappresentando fisicamente, oltre chiaramente allo stesso Muro di Berlino, il passaggio tra le due realtà, orientale e occidentale, tra capitalismo e comunismo, tra libertà e costrizione.

Ma vero simbolo di Berlino è Porta di Brandeburgo è uno dei più importanti monumenti di Berlino, da oltre due secoli al tempo stesso simbolo e punto di riferimento, è l’unica e la più maestosa, tra le originarie 18 porte della città, volute dal sovrano prussiano Federico Guglielmo II, che avrebbero dovuto valorizzare il percorso verso il viale di Unter den Linden. Nel 1806, all’epoca delle guerre franco-prussiane, la scultura fu fatta prelevare da Napoleone e portata a Parigi come bottino di guerra, per poi tornare trionfalmente a Berlino nel 1814. Fino a pochi anni fa era l’emblema della divisione della città e i visitatori salivano fino alla sua piattaforma di osservazione, per gettare lo sguardo al di là della Cortina di ferro, oltre la terra di nessuno che separava – geograficamente e politicamente – Berlino est da Berlino ovest. Oggi è invece simbolo di democrazia e di unione, vero emblema del progresso storico e culturale.

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