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Berlusconi lascia una Italia in macerie. Ragioni sulle cause ed auspici futuri

Creato il 09 novembre 2011 da Candidonews @Candidonews

Berlusconi lascia una Italia in macerie. Ragioni sulle cause ed auspici futuri

E’ finita. O meglio, sta finendo. Stiamo forse assistendo al tramonto politico di Berlusconi. Una caduta ‘rumorosa’, rovinosa. Cosa rimane? una strana sensazione di ‘amaro in bocca’. C’è infatti poco da festeggiare, perche il Cavaliere lascia dietro di se un cumulo di macerie. In molti di noi, da sempre ‘nemici’ del suo modo di fare e di governare, avevamo pronosticato un vero e proprio pericolo ‘Berlusconi’ per il Paese. ‘Dopo di Lui, il diluvio’ si diceva da anni. E Diluvio è stato.

L’Italia del dopo-Berlusconi è preda delle speculazioni finanziarie, gli indici di borsa sono al collasso, i tassi di interesse sui titoli di stato hanno raggiunto livelli record. L’Unione Europea e la Banca Centrale Europea stanno imponendo provvedimenti pesanti per le nostre fasce sociali piu deboli. Forse presto saremo costretti a chiedere il sostegno finanziario del Fondo Monetario Internazionale, con tutte le gravissime conseguenze del caso. La settima economia del Mondo è messa in ginocchio.

Come si è potuti arrivare a questo punto?
Per incapacità politica, semplicemente. In primo luogo di questo Governo, ma non solo.
Sia ben chiaro, il Paese porta dietro di se decenni di malgoverno. E’ dagli anni successivi al boom economico del ’60 che l’Italia ha intrapreso un lento declino. Un declino dovuto soprattutto alla impossibilità di riformare il paese, di eliminare la burocrazia che soffoca l’economia, di rinnovare i propri settori vitali , di investire nell’innovazione. Negli anni ’80 poi, con la barra di comando in mano a Craxi, è esploso il debito pubblico e si è avuta la definitiva degenerazione della classe politica.  Il successivo arrivo sulla scena di Berlusconi non ha fatto altro che ‘bloccare’ ogni tentativo di rinnovamento post-Tangentopoli avvitando il paese su un eterno conflitto tra interessi berlusconiani e interessi generali, sino ad arrivare alle drammatiche giornate di oggi.

Una gran parte della colpa delle disgrazie odierne è del Premier. Dalla esplosione della crisi economica, nel 2008, l’esecutivo non ha preso alcuna concreta decisione. Tremonti ha ‘stretto’ i cordoni della borsa, la spesa pubblica non è esplosa. Per il resto, però, non si è pensato minimamente a prendere misure serie per la crescita. Non sono state portate avanti le liberalizzazioni avviate da Prodi e Bersani, perche chiaramente penalizzanti per alcuni settori dell’elettorato di Centrodestra. Sono state eliminate le misure antievasione messe appunto da Vincenzo Visco, salvo poi fare marcia indietro qualche settimana fa, quando la situazione generale era gia compromessa.

Berlusconi, poi,  in questi anni ha sempre pensato alla difesa dei suoi interessi. Una buona parte della legislatura è stata passata a redigere e votare ‘leggi ad personam’ per tutelare il Premier dai processi o per avvantaggiare le sue aziende.

Quando la crisi economica ha preso la piega speculativa il Governo, viste le divisioni interne tra Lega e Pdl, è stato incapace di prendere le decisioni necessarie per diffondere tranquillità sui mercati. Negli ultimi anni l’Italia è finita sui media internazionali solo per gli scandali sessuali del Premier.  Mentre l’economia entrava nella fase critica, Berlusconi continuava a ripetere che ‘l’Italia era fuori dalla crisi’. Le divisioni del governo hanno impedito di approvare misure importanti per scongiurare il peggioramento della situazione. Incapacità politica e discredito diffuso sono divenuti quindi un mix micidiale per la nostra economia. Ecco spiegato il crollo degli indici azionari e l’impennata dei tassi di interesse.

La crisi esiste per tutti, in Europa, ma l’Italia sta scontato il ‘fattore Berlusconi’ ed i nostri dati sono stati ‘drogati’ dalle azioni scellerate del governo appena caduto.

Cosa fare quindi? Ci vuole coraggio, il coraggio dettato dalla disperazione ma anche dalla responsabilità. Berlusconi lascia una Italia in macerie. Ed allora davanti a noi abbiamo una occasione storica. La classe politica italiana dovrà trovare il coraggio di reagire e dare vita ad un nuovo periodo di collaborazione, come accadde nel dopoguerra. Anche allora l’Italia era un paese distrutto, uscito da cinque anni di guerra e venti anni di dittatura fascista. E proprio in quel momento i principali partiti politici decisero di collaborare per un periodo di tempo al fine di scrivere le regole della rinata democrazia italiana. Nacque così la nostra Costituzione e furono poste le basi per risollevare il Paese spingendolo verso il boom economico degli anni cinquanta.

Da quel tempo ci seperano oramai quasi settantanni, il Mondo è cambiato, gli attori economici anche, cosi come i problemi e le priorità. E’ innegabile comunque che mai come ora si sente l’esigenza di un nuovo ‘patto costituente’ per riscrivere le regole del nostro sistema politico, economico e sociale. Per fare questo, però, le varie forze politiche dovranno mettere da parte gli egoismi e concentrarsi su ciò che di buono puo essere fatto ‘assieme’.

Spero davvero che la disastrosa situazione italiana possa rappresentare una occasione per riformare veramente il nostro Paese, snellendo ‘la politica’, sburocratizzando lo stato, aiutando le imprese ed i lavoratori tramite incentivi ed abbassamento del costo del lavoro, investendo in ricerca e favorendo l’innovazione dei nostri settori produttivi, attuando liberalizzazioni in senso favorevole ai consumatori, intraprendendo una politica fiscale equa per i contribuenti onesti e senza sconti per gli evasori.

Riforme da fare ‘assieme’, non guardando agli interessi di ‘bottega’. La mia è naturalmente solo una speranza , conosciamo troppo bene la classe politica attuale e questo non  fa ben sperare per il futuro. A volte, però, i miracoli accadono. Chissà che nel nostro destino non sia possibile davvero (e non come  quello promesso dall’Imbonitore) un NUOVO MIRACOLO ITALIANO.


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