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Bilancio dello Stato: asili nido gratis dal 1° gennaio 2020, informativa del 13 novembre 2019

Creato il 16 novembre 2019 da Paolo Ferrario @PFerrario

Il rafforzamento del bonus asilo nido previsto nella manovra scatterà dal 1° gennaio e non da settembre, come pareva in un primo momento. Questo si tradurrà nella "sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane" ha annunciato il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri in audizione alla commissione Bilancio del Senato. Nello specifico, il bonus passerà da 1.500 a 3.000 euro annui per i nuclei con Isee sotto i 25 mila euro e da 1.500 a 2.500 per quelli tra 25 e 40 mila. Gualtieri ha poi sottolineato che "al netto di misure come il recupero dell'evasione o il differimento delle Dta avremo una riduzione di 7,1 miliardi della pressione fiscale rispetto all'anno precedente". Questo, sempre che il governo riesca a ricavare come spera 3,2 miliardi dalla lotta all'evasione. Infine il ministro dell'Economia ha spiegato che grazie al calo dello spread ci sarà "un risparmio di 2,7 miliardi per l'anno in corso e di 6,7 miliardi nel 2020". E nel quadriennio 2019-2022 l'Italia può conseguire, secondo lui, "un dividendo di credibilità di 38,5 miliardi".
Il bonus aiuterà senz'altro il 12,4 per cento di famiglie che ha dichiarato di non aver iscritto al nido i propri figli per via del costo troppo alto ma resta il problema delle liste d'attesa. Secondo Openpolis, in Italia non ci sono abbastanza asili: c'è solo un posto su dieci bambini se si tratta di nidi pubblici, un po' di più, ma sempre meno di un quarto della popolazione tra gli zero e i tre anni, se si mettono insieme asili nido pubblici convenzionati e le sezioni primavera nelle scuole per l'infanzia. Stando agli "obiettivi di Barcellona" lo standard minimo europeo per asili nido, servizi e scuole per l'infanzia è fissato al 33% per bimbi sotto i 3 anni. In Campania però solo il 7,6% dei bimbi può sperare di andare al nido. In Italia solo quattro regioni superano lo standard: Valle d'Aosta che offre 44,70 posti autorizzati ogni 100 bambini da zero a due anni, l'Umbria con il 41%, l'Emilia Romagna con il 37,10% e la Toscana con il 35,20%. La retta più alta si paga in Trentino Alto Adige, 472 euro in media, quella più bassa in Molise, 169 euro" [Acquaviti, Mess.].

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