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biografia umoristica di un editore narcisista (Alice Di Stefano Publisher)

Creato il 21 febbraio 2014 da Frmagni

biografia umoristica di un editore narcisista (Alice Di Stefano Publisher)

Alice Di Stefano, Publisher (Fazi, 2013, € 16,50, pp. 375). L’autrice lo definisce la “biografia comica romanzata” del suo compagno, nonché datore di lavoro: l’editore romano di origini marchigiane Elido Fazi. Aggiungerei con toni umoristico-agiografici… Tentando una crasi, una comic-agio-biografia romanzata. È un libro che ho letto dalla prima pagina all’ultima sempre in bilico fra due opinioni antitetiche: mi piace o lo detesto?

Me lo sono chiesta a ogni riga, eppure la sera prima di dormire, sulla doppia pila di libri che ormai si è fatta essa stessa comodino, Publisher non scendeva mai dalla vetta – deposizionamento che spesso equivale ad abbandono della lettura. E se ogni sera leggo pagine di più libri in contemporanea, con Publisher non ci sono riuscita: dominava, mi esigeva con prepotenza. Forse anche per il gusto di quelle due domande antitetiche. Dovevo decidere se amarlo o detestarlo.

Comincia col racconto di un viaggio alle Maldive – il primo di numerosi che seguiranno – della giovane Alice con l’Elido, geniale e coltissimo editore di 19 anni più vecchio di lei, a suo stesso dire (e lei, autrice e protagonista, è la fidanzata, dunque sa) «uomo difficile e dal modo di fare inclassificabile se non ricorrendo alla formula classica: è uno stronzo». Ovvero, «non ascolta, parla a voce alta, autoritario e pieno di sé, poco propenso a esternare le emozioni». Narcisista impenitente. Una tipologia così tristemente nota da dare sui nervi a chiunque abbia superato i 20 anni e assaggiato il genere. Al di là del lusso consumato in vacanza, con spregio dello stesso, tipico di chi ha i soldi e vive su pianeti non complanari con la realtà dei più, c’è questa Alice che fa un po’ girare le scatole; perché va bene che Elido adora John Keats e discetta di letteratura ed è un genio nel suo campo, ma vogliamo smetterla di donarci a mo’ d’agnello a questi maschi che ci contemplano nel loro campo visivo alla stregua di un Martini con ghiaccio o di un pouf di design?
Lo dirò fuori dai denti: le prime pagine mi hanno fatta incazzare. Mi chiedevo dove volesse portarci, Alice, mettendosi in gioco come l’oca innamorata e affamata di promozione intellettuale.

Ma Alice Di Stefano non è una stupida, è ovvio. Se ha tentato l’impresa temeraria di mettere in piazza vizi e virtù (molti i primi quanto le seconde) di un uomo noto nel mondo dell’editoria, uno che con la Fazi Editore (la ‘E’ sta anche per Elido, sia chiaro) ha azzeccato scommesse come i Cento colpi di spazzola, ha pubblicato Nobel e Pulitzer, bestseller come Stephanie Meyer e i suoi vampiri e capolavori dimenticati come Stoner, be’ Alice DOVEVA sapere dove andava a parare.
Infatti, raccontando di kermesse librarie, premi letterari, vita in casa editrice, siparietti amorosi, quadri di famiglia allargata e viaggi, tanti e costosi, e momenti toccanti come la pubblicazione presso Fazi del romanzo di Cesarina Vighy (malata terminale e mamma di Alice stessa), insomma raccontando tutto questo Alice conduce il lettore a un approdo: il mio è la convinzione che questo libro vale la pena di essere letto. Perché racconta molte cose vere, tante esperite da ognuno di noi, altre capaci di destare l’interesse che hanno i mondi nascosti (l’ascesa di una casa editrice e di un editore, davvero senza veli).
E Alice Di Stefano riesce a tenere per aria le clavette, come un giocoliere, senza mai abbandonare una forma sapiente di umorismo canzonatorio, che trasfigura con tocchi di grottesco tutto questo magma. E permette, infine, di distinguere verità ed eccesso meglio di quanto avrebbe fatto una biografia tradizionale – della quale non avremmo sentito il bisogno.
Se non altro, è nato un libro fuori dal comune. E forse è nato un genere.

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Scritto da: Francesca Magni

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