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BlackBerry cita in giudizio Facebook per violazione di brevetti

Creato il 07 marzo 2018 da Paolo Dolci @androidblogit
BlackBerry Mercury

BlackBerry ha intentato una causa a Los Angeles accusando il gigante dei social media Facebook e le sue app WhatsApp e Instagram di violazione di brevetto. Secondo l’accusa, il trio ha rubato funzionalità e tecnologia dall’applicazione BlackBerry Messenger. La causa arriva dopo che entrambe le società hanno speso “diversi anni nel dialogo”, secondo una portavoce di BlackBerry di nome Sarah McKinney.

Il vicesegretario generale di Facebook, Paul Grewal, afferma che la compagnia non ha intenzione di sottostare alle accuse e intende combattere. Grewal si è lamentato di quello che ha definito “lo stato attuale dell’attività di messaggistica di BlackBerry” e ha aggiunto che “avendo abbandonato gli sforzi per innovare, Blackberry ora sta cercando di tassare l’innovazione degli altri“.

Il passato dominatore del mercato degli smartphone afferma che sta cercando di raccogliere le royalty da società che hanno bisogno di utilizzare l’enorme collezione di 40.000 brevetti globali che coprono sistemi operativi, infrastruttura di rete, acustica, messaggistica, sottosistemi automobilistici, sicurezza informatica e comunicazioni wireless.

Le parole di accusa sostenute da Sarah McKinney sono le seguenti:

Facebook e le sue società hanno sviluppato “applicazioni concorrenti che hanno utilizzato impropriamente la proprietà intellettuale di messaggistica mobile BlackBerry”. Abbiamo una forte convinzione che Facebook ha violato la nostra proprietà intellettuale e, dopo diversi anni di dialogo, abbiamo anche l’obbligo per i nostri azionisti di perseguire rimedi legali appropriati.

Ricordiamo che il colosso canadese non è nuovo a cause legali di questo genere. L’anno scorso ad esempio ha ottenuto il pagamento di ben 940 milioni di dollari da parte di Qualcomm dopo che un collegio arbitrale ha confermato che il progettista di chip doveva a BlackBerry i soldi per risolvere una battaglia sui diritti d’autore.


VIA  FONTE

––– facebook2018-03-07

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