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Blog tour “Come un dio immortale” - Il Guardiano della Soglia

Creato il 08 dicembre 2018 da Nickparisi
Oggi ospito l'ultimo guest-post dell'anno, l'autrice è  Maria Teresa Steri, del blog Anima di Carta, L'occasione è una tappa del suo blog tour relativa alla promozione del suo romanzo Come un dio immortale. Maria Teresa se bazzicate questo blog da parecchio, la conoscete già: è autrice di romanzigiornalista blogger ed è da sempre una presenza costante ed importante della blogosfera. 

Lascio  la parola alla mia ospite, che ci parlerà di un argomento  che va... oltre il suo romanzo e ci dischiude affascinanti scenari.

O come dico io scenari molto Nocturniani....
Buona lettura a tutti!


Blog tour “Come un dio immortale” - Il Guardiano della Soglia


Nel corso del viaggio di approfondimento dei temi del mio romanzo “Come un dio immortale”, ho parlato degli elementi esoterici acui è ispirata la storia, ospite del blog di Cristina M. Cavaliere. Tra i vari aspetti, ho accennato anche al Guardiano della Soglia, che compare nel romanzo in una particolare forma. Oggi vorrei riprendere l’argomento, nella convinzione che si tratti di un tema molto affascinante nell’ambito dell’occulto.


Il Guardiano della Soglia nell’esoterismo
Nella tradizione esoterica il Guardiano della Soglia è una figura dall’aspetto minaccioso che appare al discepolo dell’occulto in un preciso momento del suo percorso iniziatico, ovvero al confine tra il nostro mondo e quello spirituale (non percepibile con i comuni sensi fisici). Si tratta di un essere spaventoso che incute grande terrore e che per questo motivo rappresenta un ostacolo. Ovvero la sua funzione è di impedire l’ingresso alla realtà sovrannaturale a chi non è degno di percepirla.
Come spiega Rudolf Steiner (fondatore dell’antroposofia), questa figura è in verità una parte di noi stessi che si manifesta però come una creatura esterna, indipendente. L’incontro ha lo specifico compito di mostrare all’iniziato gli aspetti di sé che non conosceva, la parte peggiore che deve modificare e superare se vuole proseguire il cammino di sviluppo interiore.
Dunque, è un essere che suscita paura perché ci mette davanti a quei lati che non riusciamo ad ammettere neppure a noi stessi, che reprimiamo o ignoriamo, per i quali nel profondo ci vergogniamo. Infatti, Steiner afferma che il Guardiano della Soglia è sempre presente in ognuno di noi e, semplificando, si può dire che sia parte della nostra stessa anima. Come uomini ordinari non è possibile percepirlo. Tuttavia, anche se avessimo la possibilità di vederlo, il sentimento di vergogna nei confronti di questa essenza nascosta e oscura sarebbe tale da impedire il superamento del confine tra i due mondi. Da qui il nome di Guardiano della Soglia, dove per soglia si intende il varco verso una realtà spirituale.
Questa figura rappresenta, inoltre, la somma di tutto il karma personale ancora da
scontare, ovvero tutte le azioni e situazioni negative che di vita in vita abbiamo accumulato e che dovremo bilanciare nelle esistenze future.
Inoltre, Steiner sottolinea che questa stessa parte di noi stessi è sotto il dominio di entità malvagie, creature che sono rimaste indietro nell’evoluzione spirituale e che influenzano gli uomini in modo negativo, spingendoli al male, alla superbia o condizionandoli affinché restino ancorati al mondo materiale. Queste entità sono chiamate “arimaniche” o “luciferiche” a seconda del tipo di influsso.
Il Guardiano della Soglia nel “viaggio dell’eroe”
Esistono molte altre interpretazioni di questa figura. Un esempio che mi sembra interessante ricordare è quello dell’archetipo Guardiano della Soglia di cui parla Chris Vogler nel suo saggio “Il viaggio dell’eroe”. Qui viene visto come una figura (personaggio o altro) destinata a ostacolare l’ingresso dell’eroe-protagonista in un altro mondo oppure un passaggio specifico e fondamentale nell’arco della storia.
Si può trattare anche di ostacoli veri e propri che si pongono sul cammino e bloccano il proseguimento. Non sono necessariamente elementi negativi, ma comunque hanno la funzione di mettere alla prova l’eroe o richiedono una verifica delle conoscenze apprese e delle esperienze maturate.
Nello stesso libro si parla anche di un’altra figura archetipica, chiamata Ombra. Anche quest’ultima è paragonabile al Guardiano della Soglia. Nel saggio di Vogler però l’Ombra è considerata in modo separato e rappresenta il lato oscuro vero e proprio, a volte incarnato in un antagonista e quasi sempre malvagio.
Le due accezioni di Guardiano della Soglia e Ombra di cui parla il Viaggio dell’eroe sono presenti e inglobate insieme nel mio romanzo. Senza fare troppo spoiler, posso dire che il protagonista deve affrontare una prova tale da metterlo a confronto con se stesso. Ho battezzato questo momento lo Specchio dell’oscurità.
Il Guardiano della Soglia nella narrativa
Sono molti gli autori che hanno utilizzato la figura del Guardiano della Soglia come elemento narrativo, più o meno esplicito. È doveroso ricordare il romanzo esoterico-gotico d’ispirazione rosicruciana “Zanoni” di Edward George Bulwer-Lytton, scritto nel lontano 1842. Qui la figura del Guardiano della Soglia è romanzata e considerata proprio come un orribile difensore del varco tra due mondi che va “dominato e sottomesso”. A questo romanzo va anche il merito del nome della figura che conosciamo.
Ancora più famoso è “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde (1890), dove il lato oscuro del protagonista si va riflettendo con intensità crescente nel suo ritratto, come in una sorta di specchio.
Visto come il doppio oscuro represso e relegato nell’inconscio, lo ritroviamo anche nel celebre “Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde” di Robert Louis Stevenson (1886).
Naturalmente questa brevissima lista non è in alcun modo esaustiva, ma solo esemplificativa. Sono tanti gli autori di narrativa e gli sceneggiatori di film che hanno utilizzato in maniera più o meno consapevole la figura del Guardiano della Soglia.
Nel mio romanzo “Come un dio immortale” ho definito il Guardiano della Soglia come il guardiano del mondo incorporeo (la realtà invisibile oltre quella fisica). Esso viene descritto così da uno dei personaggi:
La parte inferiore dell’anima, quella di cui non hai coscienza e che contiene le inclinazioni più basse, le passioni più abiette, le debolezze più meschine, ovvero tutto ciò che di una persona resta nascosto nell’inconscio. Jung la chiamava Ombra, il lato oscuro di sé. (...) Fino alla morte gli esseri umani restano ignari dell’oscurità presente dentro di loro e anche quando ne intuiscono l’esistenza, fanno di tutto per dissimularla, perché se ne vergognano profondamente. La verità è che fare conoscenza di questo angolo buio della nostra anima può rivelarsi davvero scioccante.
Proprio perché tutti gli esseri umani portano sempre con sé questo bagaglio oscuro, nella mia storia il bene e il male si confrontano lungo tutte le pagine e in particolar modo nel finale, e allo stesso tempo sono visti come aspetti dell’essere umano che non si contrappongono mai in senso assoluto.
Al tema del Guardiano della Soglia si fa riferimento più volte nel mio romanzo in modo velato, fino a una scena in particolare, durante la quale il protagonista si ritrova a fare i conti con il suo “altro sé”. Mi limito a proporre un estratto per dare un’idea.
Flavio notò che a terra, davanti a lui, si stava disegnando una forma umana, una maestosa sagoma scura che pareva plasmata dal fumo. Sembrava originare da lui stesso: partiva dal suo ombelico e si proiettava all’esterno, quasi fosse un’estensione immateriale del suo corpo, di cui ricalcava i contorni pur essendo di gran lunga più estesa e imponente. Non si trattava di una semplice ombra: animata da vita propria, si deformava ed espandeva a vista d’occhio, pur restando collegata con lui.
Il Guardiano della Soglia nella psicologia di Jung
Come è accennato nella mia citazione, questa figura è paragonabile anche all’ Ombra di cui parla Carl Gustav Jung, come insieme di aspetti della personalità che si tende a ignorare o a non ammettere, una parte negativa della psiche non sviluppata che va riconosciuta, portata alla luce e integrata con quella cosciente. Anche in questo caso dunque abbiamo a che fare con una componente dell’essere umano. Tuttavia, va detto che rispetto alla concezione occulta, l’Ombra junghiana non è un’entità indipendente, quindi non una figura vera e propria.
In conclusione, si può dire che all’interno dell’essere umano ci sia una zona oscura che non conosciamo e che può rivelare lati inaspettati e spaventosi. Ognuno di noi ha sempre tale componente sconosciuta, che resta per lo più sotterrata al di sotto della coscienza. Per questo il Guardiano della Soglia viene anche chiamato Doppio o Doppelgänger, in quanto rappresenta una sorta di immagine specchiata di noi,
come un entità gemella.
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