Oggi ho il piacere di presentare la prima tappa del blogtour de "L'egoismo del respiro" di Giada Strapparava, opera edita da Lettere Animate.
Ecco qualche informazione :)
Titolo: L’egoismo del respiro.
Sinossi:
Cuoco in una tavola calda a Sacramento, ottimo amico per i colleghi e quasi un figlio per i titolari. Una vita normale e soddisfacente se non fosse per l'innato istinto omicida e un personale senso di giustizia: Colton Miller è un'anima selvaggia, che ama uccidere i peccatori e che si diverte a cercare lo sgomento negli occhi delle sue vittime, decifrandone gli ultimi inutili pensieri; un'ombra tormentata dagli orribili e confusi ricordi d'infanzia, in cui la violenza tocca gli apici dell'inconscio e si mischia all'angoscia più profonda. Ma il passato non è l'unica cosa da cui scappare. C'è qualcos'altro, lì fuori: una minaccia. Un'entità che inizia a tormentarlo; qualcuno disposto a schiacciare chiunque si metta sulla propria strada. In tutto questo chi è la vittima e chi il carnefice? Ma soprattutto, dove finisce l'agonia e inizia il piacere?!
Biografia:
Giada Strapparava nasce il 21 Giugno del 1994, in provincia di Verona. È una grande appassionata di criminologia, mentalismo, medicina legale e naturopatia. L'egoismo del respiro è il suo romanzo d'esordio.TAPPA ESTRATTO
Capitolo 1
Prediligo la pioggia. Le gocce rimbalzano sull'asfalto, ricoprendo come lacrime i vetri e rincorrendosi con la più totale indecisione dai palazzi. Molte volte vorrei essere così: sfuggente e impetuoso, ma mi limito a dar sfogo solo ai miei desideri più intimi e indiscreti. Colton Miller era il mio nome, avevo trentaquattro anni e mi trovavo a Sacramento: una città statunitense, capoluogo della contea e capitale della California. Sì, mi trovavo, perché in realtà non avevo una dimora fissa. Non rappresentavo il classico individuo
Non sono sposato, per molto tempo ho avuto solo “relazioni” con puttane trovate nei pub dei centri più malfamati e nei quartieri più squallidi di Sacramento. In realtà amavo le relazioni con loro, duravano giusto il tempo di assecondare e cibare il mio desiderio. Erano solo carne. Carne malleabile. Carne fatta a perfezione di donna. Mi piaceva conoscerle, o meglio, afferrare la loro più profonda fiducia. Molte volte offrivo un bicchierino di Whisky o di Mint Julep, non mi scomodavo troppo però; in fin dei conti dovevano solo caldeggiare i miei istinti, non di più.
Capitolo 36Mi trovavo dentro a un tugurio, un qualcosa di fortemente suggestivo e agghiacciante. Mi alzai da terra, ma le mie mani toccarono qualcosa di viscido e umido. Sangue. C’era sangue ovunque, ma la luce era soffusa e il liquido sembrava nero. Mi pulii le mani sulla maglia, ma anch’essa era tutta bagnata di sangue... il mio. Al centro della maglia si allargava una macchia sempre più scura e appiccicaticcia e piano a piano si
Mi domandai che diavolo di posto fosse e dove mi trovassi. Arrivò un uomo in lontananza: camminava piano e provocava uno strano rumore. A mano a mano che avanzava capii che quel rumore erano catene corrose, che gli erano state legate alle caviglie. Camminava zoppo a passi incerti e leggeri, il braccio teso e la testa piegata. «Chi sei?» Urlai. Non ricevetti risposta e l’uomo si avvicinò ancor di più. Da quella distanza notai che la pelle stava marcendo, il tessuto presentava il classico deterioramento da peste: la cute si stava decomponendo e aveva dei grossi buchi di tessuto nero sparsi qua e là. «Chi diavolo sei?!» Urlai più forte indietreggiando sul freddo pavimento umido. L’uomo emetteva degli strani versi, come dei lamenti infiniti che lo tormentavano da una vita. Si avvicinò ancor di più. Il braccio sinistro gli era stato squartato: tendini e vene vibravano e si muovevano a ogni suo flebile passo e il tessuto formava una cavità ormai vuota e secca. Si avvicinò ancora. Il naso gli era stato tagliato e le labbra le erano state tolte a morsi. Presentava ancora lembi di carne, ma erano penzolanti e molto imprecisi. Alzò una mano verso di me. «Porca puttana! Chi diavolo sei e cosa vuoi da me?!» Urlai con tutta la voce che avevo, ma sembrava non gli importasse. Stavo delirando. Ormai ci distanziavano solo pochi passi e lo vidi ancora meglio. Notai dei vermi uscirgli dalla lacerazioni marce del tessuto sulla gambe, si cibavano e si nutrivano della carne putrefatta e si torcevano su se stessi.
Seguite le altre tappe del blogtour!
L'egoismo del respiro blogtourdal 23 novembre al 2 dicembre
Durata blogtourLe tappe saranno online nella settimana dal 23 novembre al 2 dicembre. Tuttavia vi daremo tempo per partecipare fino al 6 dicembre compreso. Le partecipazioni dal 7 dicembre 00.01 non saranno prese in considerazione.
TappeCricche mentali di un'aspirante scrittrice – 23 novembre –EstrattoThe Bibliophile Girl – 25 novembre - PersonaggiAtelier di una Lettrice Compulsiva – 27 novembre- IntervistaScritto.io - 30 novembre – ArgomentiPenna d'oro - 2 dicembre– Recensione
RegolamentoA blogtour finito faremo un elenco di tutti i partecipanti e assegneremo loro un numero, da 1 andando avanti progressivamente. Questo servirà per l'estrazione casuale tramite il sito random.org.Cosa dovete fare per partecipare?– diventare lettori fissi dei blog partecipanti;– mettere un like alla pagina facebook dell'autrice Giada Strapparava autrice;– commentare tutte le tappe
Premio & VincitoreCi sarà un vincitore, che si porterà a casa una copia cartacea de “L'egoismo del respiro”. Una volta estratto tramite il sito Random.org controlleremo che abbia rispettato tutte le semplici regole. Dopodiché l'autrice lo contatterà per accordarsi per l'invio del libro.Il vincitore sarà comunicato sul blog The Bibliophile Girlin data 9 dicembreNB. per l'invio del cartaceo sarà necessario fornire all'autrice un indirizzo. Pertanto si astenga dal partecipare chi non vuole fornirlo.