Certo, il distacco dal Dylan d’annata è evidente, siamo nel 1978 e gli arrangiamenti risentono dell’ondata soul, delle coriste e di tutto il resto. Senza affrontare il contenuto politico (in Dylan non manca mai), artisticamente meno riuscito di tanti dischi precedenti, tuttavia meglio del previsto e nel complesso, comunque, un esempio per tanti musicisti contemporanei e futuri. C’è dentro a Street Legal un corollario di evoluzione musicale di Dylan, da non sottovalutare, da ascoltare assolutamente e poi ripiegare in se stesso, consci che è lì, pronto a crearvi l’atmosfera con quelle infinite ballate che solo il maestro Bob ha saputo fare, con grandezza e maestosità, sempre uguale e sempre diverso, nell’arco di mezzo secolo e anche più.