Bonus Mobili, vale per qualsiasi spesa ammessa alla Detrazione 50%

Creato il 22 luglio 2013 da Ediltecnicoit @EdiltecnicoIT

Anche se resta da chiarire precisamente quali siano i periodi in cui è possibile sfruttare l’agevolazione, il Bonus Mobili 2013 può essere richiesto da chiunque stia eseguendo dei lavori di ristrutturazione rientranti in quelli ammessi alla Detrazione 50%, ossia quelli indicati dall’art. 16-bis, comma 1 del TUIR (leggi anche Detrazione 50%, tutti gli interventi e le spese agevolabili).

Questo significa che l’agevolazione per gli arredi può essere ottenuta anche se i lavori di ristrutturazione sono di piccola entità, come il montaggio di una porta blindata, la sostituzione di prese elettriche difettose, l’installazione di cancelli o recinzioni murarie, ecc.

Rimane invece imprescindibile, per sfruttare il Bonus Mobili 2013, la necessità di eseguire il pagamento degli arredi acquistati tramite il c.d. Bonifico Parlante, che deve avere specifiche caratteristiche recentemente riepilogate dalla nostra Redazione nel post I sette punti per compilare il bonifico nella nuova Detrazione 50%.

Un altro importante elemento da tenere conto per chi desidera sfruttare questa agevolazione fiscale è la data da cui essa decorre. Allo stato attuale si possono portare in detrazione con il meccanismo del Bonus Mobili le spese effettuate dal 6 giugno 2013, ossia dalla data di entrata in vigore del decreto legge 63/2013. A meno di chiarimenti specifici da parte delle Entrate, infatti, appare difficile prevedere una retroattività della misura per transazioni eseguite prima di tale data (leggi anche Bonus Mobili 2013, finalmente chiarita la decorrenza dei termini).

Ricordiamo che il Bonus Mobili consente di detrarre dal 730 spese documentate per l’acquisto di arredi calcolate su un tetto massimo di 10.000 euro con uno sconto fino a 5.000 euro che sarà ripartito in 10 rate annuali di pari importo.

Gli arredi che rientrano nell’agevolazione fiscale comprendono anche i c.d. elettrodomestici bianchi di classe A+ (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie) e i forni di classe A, anche se per questa tipologia di prodotti conviene aspettare fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione del decreto legge 63/2013.

Di Mauro Ferrarini


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