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Boogeyman: l’uomo nero e le connessioni tulpoidi

Creato il 22 dicembre 2017 da Univeryo7p

Boogeyman: l’uomo nero e le connessioni tulpoidi

Dalle profondità del nostro subconscio dimorano paure ataviche, ancestrali, subdole. Queste vibrazioni negative possono concretizzarsi nella realtà dando vita ai mostri delle favole, ai demoni dei culti religiosi e ai Jinn della tradizione islamica, oblio oscuro dei nostri desideri e timori. Un coacervo di elementi energetici in grado di manifestare la loro presenza sotto multi- sembianze. Sono solo il frutto delle nostre preoccupazioni e del nostro stato d’animo o siamo noi a creare la realtà e ad averli creati? La possibilità di plasmare e condizionare ciò che ci circonda è solo ora oggetto di studio della fisica avanzata. Penetrando però nell’ambito non classificabile con i normali parametri e contemplando il tutto in un’ ottica meno comune e più ampia, la realtà apparirebbe leggermente diversa.

Boogeyman: l'uomo nero e le connessioni tulpoidi
Boogeyman: l’uomo nero e le connessioni tulpoidi

La Chimera- simbolo utilizzata spesso dai genitori per tenere a bada i propri figli magari un po irrequieti e troppo vispi è stata sicuramente quella del Babau o Boogeyman, l’ Uomo Nero, corrispondente alla primitiva forma dell’ orco cattivo delle favole, alla Janara dei racconti campani, al Genio della lampada o ancora al Pombero della mitologia guarani.

Archiviata come una figura quasi mitologica al confine tra il reale ed il fantastico, l’ Uomo nero è presente in numerosi Film, Cartoni e citato in brani musicali e per centinaia di anni è apparso nei sogni di migliaia di persone, divenendo così fonte d’ispirazione per artisti e studiosi. Uno spauracchio invisibile, ombrato, buio, elemento archetipico e ”tipico” dell’immaginario collettivo europeo. Ma comparando i paradigmi strutturali base inconsci alle matrici ”occultiste esoteriche meditative” potremmo ottenere un quadro apparentemente irrazionale per i comuni mortali scientisti ma accettato ed accettabile dalle menti aperte e da chi non si ferma all’apparenza e cerca di carpirne il substrato più profondo e ”non noto” ai sistemi convenzionali. Il risultato ci porta a un’antica tradizione basata sulle capacità di emanazione Tulpa.

Boogeyman: l’uomo nero e le connessioni tulpoidi

Si, è una possibilità e come vedremo le creazioni magiche della mente possono lasciare chiare tracce nel nostro mondo ”pseudo-fisico”, la reale prova di entità interagenti in mezzo a noi!

Le figure tulpoidi sono menzionate nei racconti tibetani. Ma cosa sono i Tulpa? Si tratta di entità senza corpo evocate durante profondi stati di meditazione soprattutto da parte dei lama tantrici. La creatura o l’essere che è oggetto della forma pensiero e quindi insita nella mente del suo ”creatore” originariamente appartiene al mondo astrale e può essere traslato nella nostra realtà sotto varie forme, nella maggior parte dei casi animale o ibrido-multiforme. Tutto ciò e’ ben scritto nei testi del Samaññaphala Sutta dove è spiegato come creare un ”corpo mentale” ma nel contempo dotato anche di consistenza fisica, per poi evocarlo. Il parapsicologo spagnolo Eduardo Gregorio citò un caso ( uno dei tanti) avvenuto tra il 1970-80 a Lewiston, Stati Uniti, dove feroci ”bestie tulpa” si materializzarono davanti ai loro creatori durante i rituali tra cui un’orrenda forma felina umanoide che si palesò una notte durante una cerimonia massonica.

Gli eventi sconcertarono lo studioso!Nel 1964 il signore e la signora Lew Lister mentre erano in auto attraversando una piccola stradina dell’ Ohio, osservarono QUELLA CHE INIZIALMENTE SEMBRAVA ESSERE UNA PERSONA che si avventò sul parabrezza della loro auto. Ma la cosa più sconcertante fu la mutazione di forma della creatura, quando le mani apparentemente umane si trasformarono in zampe, per poi fuggire via. La presenza di orme simili a zoccoli erano immediatamente accompagnate da altre del tutto identiche a quelle di un primate. Quelle che poi furono chiamate ”le orme del diavolo”. Tutto poi terminò come in un ”buco nero” e le entità furono risucchiate nei ”portali percettivi” dei loro creatori. Nel momento in cui una bestia Tulpa prende coscienza di esistere ed acquisisce una mente propria, tenderà sempre di ribellarsi ai propri padroni. I mostri e i demoni potrebbero essere realmente già dentro di noi e siamo noi a dare loro la vita aprendo così una porta sulle infinite creazioni della mente umana, giungendo così oltre i confini del tangibile dove la logica si sgretola, lo spazio ed il tempo si annullano e a dominare sono esclusivamente metamorfiche forme-pensiero.

Di Vincenzo Tufano per Universo7p  copyright © 

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