Magazine Politica

Borghezio? no sa quel che dice…

Creato il 27 luglio 2011 da Fabiosiena @alternativadem

Due giorni dopo la strage di Oslo; uno dopo le dichiarazioni di Borghezio   

Etichette: razzismo, europa, assassino, xenofobia, estremismo, facebook, internazionale, crudeltà, twitter, killer oslo, massacre, massacro, strage, violence, cruelty, briviak anders, follia, extremism, norvegia, terrorismo, bomba, espolozione, oslo, utoya, Anders Behring Breivik, breivik, dossier, assasino, fucile automatico, spari in acqua, neonazismo, fondamentalismo cattolico, estremismo cristiano, destra estrema, nazisti, nazionalisti, loggia massonica, san giovanni dei tre pilastri, esteri, nord europa

 a cura di Valentina Bosio

Dopo la notte passata insonne a causa dell’umidità e delle zanzare, mi addormentai in spiaggia. Sognai che c’era stato il diluvio universale, al quale eravamo sopravvissuti solo Borghezio ed io. Dopo i primi istanti di sconcerto, cercai di avvicinarmi a lui, nel caso avesse bisogno di aiuto, ma questi tracciò una linea sulla sabbia urlandomi che non mi venisse in mente di invaderlo. Gli dissi che eravamo rimasti soli e che, ormai, non esistevano né patrie né bandiere né polenta e osei, ma dal momento che insisteva nel voler rimanere isolato, mi allontanai nuovamente ed allora cominciò a gridare che non era un appestato. Temendo, allora, che avesse potuto vedere nel mio atteggiamento un gesto di disprezzo, tornai a chiedergli scusa e lui cominciò a tirarmi pietre per allontanarmi. Mi ricordava tanto i bambini che cercano qualsiasi pretesto per litigare e, poi, mettere il muso. In quel momento rividi il viso di mia nonna materna che ripeteva, come una litania, che per litigare bisogna essere in due; allora decisi di andarmene, ma commisi l’errore di dirlo a Borghezio il quale, dopo aver confessato tra le lacrime che una patria senza nemici era impraticabile, mi pregò di restare e di imporgli la gastronomia tipica pugliese. Per un po’ preparai orecchiette al ragù e alle cime di rapa, cardoncelli e cartellate fino a quando, stufa di quel gioco sinistro, gli chiesi di concedermi la nazionalità padana. All’inizio si mostrò contento, ma successivamente mi misurò il cranio e sentenziò che non era possibile. Provai a spiegargli che il mio cognome era assolutamente piemontese, così come ¼ delle mie origini da parte di nonno, ma fu tutto inutile. Con sgomento realizzai che ero legata a lui da una relazione malsana: era come se la mia vita non avesse senso senza che Borghezio facesse stranezze. Decisi di suicidarmi, per vedere se si trattava di un incubo; in realtà ne ero assolutamente convinta. Ma quando riaprii gli occhi una signora dall’inequivocabile accanto del nord mi fece notare, alquanto seccata, che la mia mano, durante il sonno, era scivolata fino al bordo del suo telo da mare: un’altra patria. Le patrie crescono come funghi ed anche i Borghezi.

 (ispirato a “Verano 2”, di Juan José Millás, da “Cuerpo y prótesis”)


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

Magazines