L’indice Pmi in Cina, diffuso da Hsbc e sceso a maggio a 49,6 (da 50,4 di aprile), causa alla Borsa di Tokyo un autentico “panic selling”, fino alla chiusura a -7,32%. L’indice Nikkei brucia oltre 1.000 punti (1.143,28) e crolla a 14.483,98, mentre la BoJ, con i tassi in tensione, ha varato una iniezione di liquidità da 2.000 miliardi di yen.
La perdita di oggi è la peggiore in oltre due anni: l’ultimo record in negativo risaliva, infatti, al -10,55% del 15 marzo 2011, a pochi giorni dal sisma e dallo tsunami che colpì il Nord-Est del Paese, causando l’incidente nucleare di
Fukushima. Boom di scambi (7,655 miliardi di azioni), per un controvalore record di 5.837 miliardi di yen.