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Borse europee in forte affanno, paura Brexit

Da Investireoggisicuro

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E’ iniziato il conto alla rovescia e oramai mancano pochi giorni al verdetto finale di quello che dovrebbe rappresentare l’evento più significativo per l’anno 2016: la maggioranza degli inglesi sarà favorevole ad abbandonare l’Unione Europea (Brexit) ? In questo clima di labile crescita economica e di fiducia dei consumatori in ripresa ma ancora molto anemica, risulta chiaro a tutti che un' eventuale “Brexit” determinerebbe probabilmente il panico sui mercati finanziari andando ad impattare negativamente su molti assets rischiosi, primi fra tutti gli indici azionari europei.

Infatti nelle ultime settimane è ritornato il nervosismo su molte borse mondiali ed in particolare l’indice azionario europeo eurostoxx50, rappresentativo della cinquanta aziende più importanti a livello europeo per capitalizzazione.Da notare tuttavia, come mostra il grafico, che la borsa europea è già dallo scorso anno in un trend negativo con le quotazioni che sono scese dai 3.700 punti agli attuali 2.850 punti, con un calo già consistente del 23 percento. Nel breve termine si ha la sensazione che questa paura dei mercati possa continuare ancora e innescare un vero e proprio <<crash>> in caso di vittoria dei favorevoli alla Brexit, il cui evento potrebbe far crollare le quotazioni dell’indice eurostoxx50 di diversi punti percentuali fino ad arrivare almeno all’area dei 2.400 – 2.500 punti, avvicinandosi molto ai minimi del 2009 e del 2012 ma soprattutto ben al di sotto dei prezzi del 2006, ultimi dieci anni. Quando si dice che nei mercati azionari si può guadagnare nel lungo termine semplicemente “comprando e mantenendo”, lascio all’intelligenza di ognuno di voi il giudizio finale.

Eppure c’è chi ci crede ancora. Analizzando invece l’ipotesi di una permanenza del Regno Unito nell’Unione Europea, appare probabile che i mercati reagiranno positivamente e che, Fed permettendo per l’incognita di altri rialzi dei tassi americani, si potrebbero aprire degli scenari positivi per il medio periodo soprattutto  per il mercato europeo dal momento che giocherebbero a favore due aspetti: il primo, il massiccio piano di aiuti monetari implementato dalla Banca Centrale Europea, il secondo i segnali di stabilizzazione del pil cinese che dopo un forte rallentamento che ha visto la sua produzione industriale calare al ritmo del 20 percento per anno a partire da metà 2010, pare che nel corso del 2015 abbia trovato il fondo e che si stia gradualmente riprendendo.Un segnale tangibile di questo scenario è in parte già confermato dal rialzo dei prezzi di alcune materie prime, tra cui l’argento, il palladio e il petrolio. Per ora ancora tanta prudenza e pronti a cogliere le nuove opportunità.

Borse europee in forte affanno, paura Brexit

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