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Brain damage – La Maledizione di Elmer (F. Henenlotter, 1987)

Creato il 02 novembre 2019 da Salcapolupo @recensionihc
Brain damage – La Maledizione di Elmer (F. Henenlotter, 1987)

Un uomo si sveglia in una pozza di sangue: un alieno dalla singolare forma di verme è entrato nel suo corpo, e gli provoca un gradevole effetto allucinogeno. In cambio, la creature esigerà cervelli di cui cibarsi.

Girato con un budget di circa 600.000 dollari, questo film è uno degli horror definitivi nell'ambito dei b-movie: la menzione di Brain damage, che fa coppia con l'altro film dello stesso regista ( Basket case), necessita di una breve digressione sulla sua stessa carriera: una carriera più complicata della media, a ben vedere.

Regista e scrittore di sceneggiature essenzialmente horror (per quanto Henenlotter preferisca un appellativo più generico quale exploitation), si tratta di un cineasta artigianale, vulcanico e impossibilitato a lavorare come vorrebbe da almeno 30 anni. Il suo cinema è exploitation nel senso più crudo ( trash, privo di fronzoli, portato naturalmente all'eccesso, modello black comedy, molto gore), e al tempo stesso è parzialmente simbolo di qualcosa: se Basket case usava lo splatter (anche) per metaforizzare in modo estremo le relazioni tra individui, in Brain Damage l'alieno che si impossessa del corpo del protagonista procura al protagonista gli stessi effetti di una droga allucinogena. L'idea di un alieno che si impossessa organicamente delle persone (il verme entra nel cervello attraverso la nuca, per inciso) e ne figura la dipendenza da droghe è, senza dubbio, una deviazione notevole dalla norma (molto spesso nei film americani gli alieni rappresentano banalmente un "nemico" nazionale).

In un'intervista del 2008 al sito , Henenlotter racconta dell' omologazione del mercato cinematografico già ad inizio anni '90, per cui nessuno, ad un certo punto, sembrava interessato alle sue idee (e, viceversa, aveva perso gli stimoli a girare le proposte che gli arrivavano). Tanto che, da allora, Henenlotter ha preferito rimanere completamente fermo a livello produttivo, al netto di qualche sporadico film più recente ( Bad Biology è del 2008). Brain damage, in tal senso, pur nella sua semplicità concettuale rappresenta una vera e propria perla del genere.

Nella prima sequenza riusciamo subito ad inquadrare uno stile ben focalizzato: ci troviamo in un horror low-cost paradossale e tendente al comico, e basta vedere l'anziano che consegna un cartoccio di cervelli alla moglie destinati al piccolo Elmer (la goffa teatralità con cui esprimono la preoccupazione per averlo smarrito è già di suo leggendaria, per quanto il pubblico non capisca subito cosa sia successo). Il problema è infatti che lo stesso, nel frattempo, sembra essere evaso attraverso i tubi di scarico (in questa sede la trama odora sapientemente di urban legend), e finirà da un vicino di casa della coppia, rimasto a dormire più a lungo del solito proprio per via della sonnolenza indotta dal parassita. Subito dopo inizieranno le allucinazioni: il protagonista vedrà un liquido azzurrino inondargli la stanza (e il cervello: con tanto di primi piani sull'interno del corpo!) e provocargli un effetto estasiante, come uno stupefacente, e successivamente lo farà uscire di casa alla caccia di cervelli da procurare al suo ospite.

Feels you have a real monster in there...

Alieno che, è bene ricordare, è caratterizzato in modo paradossale fin dall'inizio: non è gigantesco e non ruggisce in modo spaventoso come , per intenderci, ma è molto piccolo di dimensioni (è una sorta di verme gigantesco) e possiede una voce impostata, fa discorsi forbiti (a doppiarlo nell'originale è John Zacherle, cantante e presentatore TV - scomparso nel 2016 - di vari format incentrati sul genere horror). Il doppiaggio italiano, per inciso, è opera - tra gli altri - di Pino Insegno (Brian) e Marco Mete (Elmer). Il patto è chiaro: l'alieno procurerà un mix di sensazioni al protagonista (tra euforia sconsiderata, allucinazioni e totale rilassamento), e in cambio userà il corpo ospite come esca per procurarsi nuovi cervelli di cui nutrirsi. Elmer è disgustoso quanto ridotto di dimensioni, ma è incredibilmente vorace, con due occhietti simpatici e, ovviamente, dotato di orribili denti (e la sua voce composta da talk show resta un capolavoro del grottesco).

Anche la recitazione è insolitamente al di sopra della media: per quanto in questi film sia la regola affidarsi ad un'impostazione amatoriale, i pochi (ma buoni) interpreti riescono a fornire una caratterizzazione forte di ogni personaggio. In particolare, ad esempio, nella sequenza dell' incontro tra Brian ed il vecchio proprietario del parassita (quest'ultimo disperato e in crisi di astinenza), che viene girata tra quattro mura in mattoni squadrate e claustrofobiche, fa evocare un momento lirico di una tragedia shakespeariana (di cui Henenlotter, per inciso, è dichiarato fan).

Il sesso, poi, gioca anch'esso un ruolo importante nel film: come accade spesso in questi casi, pero', non procura nulla di realmente piacevole, ma viene spettacolarizzato in alcuni momenti specifici (non solo horror, quindi bensì pura exploitation). Al di là della relazione complicata tra Brian e la ragazza, nella scena di culto della fellatio aliena - che fece allontanare buona parte della crew del film - vediamo Brian inquadrato in forma di un pene eretto, con un'inquadratura in camera fissa laterale, come fosseo un vero e proprio porno. Si tratta pero' soltanto di un ennesimo bagno di sangue, e Henenlotter mostrerà ogni minimo dettaglio organico a riguardo (esistono versioni censurate del film in cui la scena è tagliata, a quanto pare).

L'accostamento tra il tragico (la dipendenza da droghe) ed il comico (il modo di esprimersi dell'alieno) crea un mix accattivante che rende, ancora oggi, il film oggetto di curiosità da parte del pubblico, che troverà in questo onesto b movie spunti divertenti e inaspettati. La colonna sonora, per la cronaca, è suonata dai The Swimming Pool Q's (il brano Corruption, dal sapore dark wave, è quello che viene suonato live all'interno del locale in cui finisce Brian).

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