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Brasile : Velho Chico e i suoi problemi di sempre affatto risolti ieri come oggi

Creato il 15 ottobre 2019 da Marianna06

 VIDEO =Fonte: TV Folha-Br.

[Intervista a Roberto Malvezzi (Gogò) nel sito pretonobranco.org]

Cosa vuol dire questa idea di far confluire nel  rio Tocantins le acque del  rio San Francisco?

Innanzitutto bisogna dire che è una proposta assurda e anche  sciocca.
Come ambientalisti abbiamo sempre dissentito dal fatto  che il San Francisco ,che ha poca acqua, potesse  concorrere a supportare una confluenza con altre acque. Sarebbe come a un malato anemico venisse chiesto di dare sangue per una trasfusione.

I danni sarebbero enormi .Ci sarebbe una diminuzione della potenza della rete elettrica nella zona  e ne risentirebbero le campagne che da esso vengono irrigate.

E una confluenza del rio Tocantins nel rio San Francisco sarebbe praticabile?

Coloro che propongono politicamente certe soluzioni molto spesso sono dei veri incompetenti in materia.

I due fiumi (Tocantins e San Francisco) sono alimentati entrambi dall’Urucuia. Inoltre anche l’Urucuia sta diminuendo la sua portata d’acqua nel Cerrado brasiliano per cui il disastro sarebbe davvero notevole.

Diminuirebbero le acque in tutti e tre i fiumi.

 I maggiori fiumi del Brasile e dell’America latina sono : Urucuia,Bambui e Guarani. Questi ultimi (accanto alla mancanza di pioggia che ne condiziona la portata) sono danneggiati dalle coltivazioni di soia su vasta scala presenti nei territori adiacenti.

Giorni fa sono andato a Miracema do Norte, nel Tocantins, e le acque del rio Tocantins erano scarse quanto quelle del rio San Francisco. Stessa cosa quando sono andato nel Bico do Papagaio, nel Marabà. Qui più pietre che acqua nel letto dell’ Araguaia.

In conclusione, non è facendo le grandi opere che possiamo risolvere il problema dei nostri fiumi. Semmai è il contrario.

 Che fare,  allora?

Dobbiamo rispettare il ciclo dell’acqua innanzitutto e rispettare l’Amazzonia e non darla in mano alle compagnie minerarie per le estrazioni.

Preservare nel Cerrado che le acque, senza assurde dispersioni, possano convogliare regolarmente e irrigare le coltivazioni e favorire tutti i  servizi necessari agli agricoltori e agli allevatori e alle loro famiglie.

Infine rivitalizzare il corso del rio San Francisco facendo in modo che non ci siano interferenze con l’operato delle compagnie minerarie che ne contaminano le acque e con esse i  terreni circostanti.

Sono piccole cure, piccole attenzioni al Veho Chico e alle sue acque, che ciascuno di noi può dare nella piena normalità ogni giorno.

Come movimenti ambientalisti abbiamo perso molte battaglie finora ma non perderemo, nel lungo periodo, la guerra. 

[Testo di Roberto Malvezzi (Gogò)]

 a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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