Breathless, quando Mad Men incontra Grey’s Anatomy

Creato il 24 ottobre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

24 ottobre 2013 • Serie TV, Serie UK, Vetrina Cinema •

Il giudizio di Marco Goi

Summary:

Breathless ci riporta indietro nei favolosi Anni Sessanta. Al solo nominare questo decennio, una volta sarebbero venuti in mente i Beatles, Woodstock, il Vietnam, il movimento hippie, la rivoluzione sessuale, le proteste studentesche o l’omicidio di JFK. Succede ancora adesso, naturalmente, ma per gli appassionati di serie tv c’è un’altra cosa ancora che si associa subito ai 60s: Mad Men. C’è poco da fare, la serie sul gruppo di pubblicitari capitanato da Don Draper ha rappresentato una vera svolta, riportando in auge quel periodo storico e il modo di rappresentarlo, si pensi ad esempio a Pan Am o pure a serie ambientate negli anni ’50 come The Hour e il nuovissimo Masters of Sex. Su tutte aleggia quell’aria stilosa e vintage tipica di Mad Men, in quello che però è un paragone davvero impegnativo e arduo da reggere.

Breathless è destinato, fin da subito, allo stesso destino. Il confronto è inevitabile e, purtroppo per la novella serie britannica, perso in partenza. Dimenticando però Mad Men e il suo ineguagliabile stile, ci troviamo di fronte a una serie tutt’altro che malvagia e anzi, intrigante e affascinante al punto giusto da meritare fiducia. Nelle prime due puntate, Breathless mette a cuocere parecchia carne sul fuoco e lascia intendere un buon potenziale in prospettiva futura.

Scena tratta dalla stagione 1 di Breathless

Se per ambientazione temporale, siamo nel 1961, il rimando è a Mad Men, per il resto Breathless prende invece la direzione del medical-drama alla Grey’s Anatomy, con tanto di intrecci sentimentali ben in primo piano. La serie trasmessa nel Regno Unito da ITV è infatti ambientata in un ospedale di Londra, per la precisione all’interno del reparto di ginecologia. Pur trovandoci nella libertina Inghilterra, è pur sempre un’epoca in cui l’aborto è ancora illegale e la pillola contraccettiva viene fornita solo alle donne sposate.

Al di là delle questioni più strettamente mediche e sociali, l’attenzione di Breathless è rivolta soprattutto ai suoi personaggi, i medici quanto le infermiere, con un inevitabile amore tormentato a far da collante tra le due categorie. Il brillante chirurgo Otto Powell, interpretato da Jack Davenport, di recente visto in Smash, nonostante sia sposato prende una bella sbandata per una nuova infermiera, Angela Wilson (Catherine Steadman), la quale a sua volta attende il ritorno a casa del marito, impegnato in guerra. Questo non è che soltanto uno dei tanti risvolti sentimentali di Breathless, che già solo nei primi due episodi ci fa pregustare degli intrecci degni del citato Grey’s Anatomy, soltanto con un gusto retrò molto anni Sessanta.

La serie procede in bilico tra vicende un po’ da soap-opera, però recitata con la solita splendida classe inglese, e tematiche più impegnate. Per ora cerca di tenere il piede in entrambe le scarpe, mescolando leggerezza e seriosità in maniera non del tutto convincente, ma se non altro intrigante. Breathless non lascia senza fiato, non ancora almeno, eppure rappresenta una piacevole boccata d’aria fresca in quest’autunno televisivo. Come quasi sempre capita con le serie britanniche, non possiamo quindi che dire: well done!

di Marco Goi per Oggialcinema.net

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