Brooklyn Bridge, Little Italy, Chinatown

Creato il 21 agosto 2011 da Silviapurple

Bentornati amici!! Come previsto Agosto sta terminando e ora potrò finalmente gustare i racconti delle vostre incredibili avventure (Benji primo fra tutti. Silvy dove sei sparita?). Nell’attesa, ho deciso di fare la turista a New York e godermi le ultime ore di una città deserta.

La nostalgia di casa mi spinge fino a Little Italy o quel poco che ne resta: Mulberry Street. Intorno a noi solo CINESI! Cinesini dappertutto….una puzza di pesce incredibile, prodotti tarocchi a ogni angolo di strada, strane cinesi disposte a farci economici “massaggi shiatsu”, ragazzini desiderosi di vendermi  orologi italiani di dubbia provenienza, polli alla salsa agrodolde appesi nelle vetrine dei ristoranti…una piccola TAIWAN a NYC.

Con una certa tristezza ho anche dovuto constatare che quello che una volta era il regno degli italiani a New York non esiste più. Ora ci vivono stipati 250.000 cinesi….credo una delle comunità più grandi al mondo dopo quella di San Francisco e, ahimè, il luogo ha perso il suo fascino….niente profumo di salsa e nessun gangster davanti ai nightclubs. Questi sono immagini di 30 anni fa che si possono ormai vedere solo nei film di Scorsese.

Mulberry Street è un agglomerato di ristoranti pacchiani che cercano di accaparrarsi turisti a suon di sconti inesistenti. Il migliore è stato un ragazzotto che ha cercato di farci sedere millantando deliziosa pasta all’uovo fatta in casa e le lasagne più buone al mondo. ” Homemade pasta girls, homemade pasta!” “tutto italiano, tutto italiano” “Ehy bella come here where you can eat the best Italian food in world! We are Italian 100%”. Alla risposta: “Anche io”, l’espressione del suo viso è passata da un sorriso napoletano alla “mo’ le frego io ‘ste sfigate” a “Cacchio ‘mo adesso a questa che le faccio mangiare?”. Ho comunque ceduto al fascino kitch del luogo e mi sono concessa una pizza “Buitoni” vegetariana e due caffè espresso. Questi ultimi mi hanno risollevato l’entusiasmo.

In più, visto che il Sabato di solito si fa serata (se non si deve lavorare la notte come me…e lascio a Zaniboni il commento) abbiamo deciso di anticipare il divertimento e concederci dei cocktails pre-pranzo al Pier 17 proprio sotto il ponte di Brooklyn, prima di iniziare il lungo cammino da Manhattan verso Brooklyn…. peccato poi non esserci riuscite! I 40 gradi all’ombra e le patatine con chaddar cheese ce lo hanno impedito. Abbiamo raggiunto la metà del ponte nella vana speranza di trovarci qualche bel divo hollywoodiano ad aspettarci, ma abbiamo fallito anche il questo: l’unico uomo in attesa era il bibitaro da 2 dollari a bottiglietta.

Non contente abbiamo anche deciso di risalire Manhattan a piedi lungo la Broadway, passando per Union Square e terminado la nostra giornata a Times Square SO PACKED that it was impossible to walk. Una puzza di ascelle e un appiccicaticcio poco gradevole….Insomma, 18.30 l’ora  ideale per chiudersi in un Lounge bar o per salire sul primo treno e rientrare nella ben più tranquilla e monotona Cortlandt Manor. Fuggita verso casa  per  scoprire poi, con mio orrore, che host mum e host dad, pronti per uscire a cena, avevano lasciato tonnellate di oggetti da sistemare e piatti da lavare….THANK YOU HOST PARENTS!!!!!!!

Tell me everything about your holidays and enjoy these last days of summer and freedom!



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