Intervistato dal Leicester Mercury apprendiamo che Mr. Tom ha svelato alcuni punti dell'accordo tra BT e Premier, tra cui l'ipotesi che alcune partite vengano trasmesse non a pagamento, tramite canale free-to-view - e il nome che circola è quello di ITV, che già offre ai telespettatori britannici gli highlights degli incontri e può garantire un bacino d'utenza totale. Ha anche aggiunto che l'aver intrapreso un discorso con la BT è funzionale in un'epoca in cui "esistono diversi modi per vedere lo sport su cellulari, tablet e vari social media". "To show and to promote the sport", è questo lo slogan dell'intera faccenda - e stiamo parlando di UK. Secondo Tom, l'offerta della British Telecom è un "sonore endorsement per il nostro prodotto, con proposte che sono molto sensati all'interno del board". 152 milioni di sterline di proposte, probabilmente.
Questo quanto raccontano da Leicester. La Premiership Rugby intesa come l'organizzazione che gestisce il torneo (quindi non la Rugby Football Union, che a quanto pare è più scettica, ma qui contano calcoli politici e positioning game nella sottile arte della diplomazia con le altre federazioni, più avanti si vedrà) non conferma, ma nemmeno smentisce. Un portavoce ha comunque raccontato che l'accordo con la BT rappresenta una grande notizia per l'intero rugby europeo: "Ci sono diversi elementi promettenti, alcuni dei quali non sono ancora stati confermati per via della natura delle negoziazioni commerciali, ma questi includono un nuovo Community Programme, una campagna di marketing per il rugby e un aggiornamento delle infrastrutture per tutti e dodici i club della Premier".
Quindi i numeri, che contano: "Oltre un milione di persone segue gli highlights della domenica sera su ITV e con la BT abbiamo ottenuto di poter proseguire. Ogni possibilità che le partite verranno trasmesse in chiaro su ITV è soggetta ad ulteriori discussioni". E' soggetta, vuol dire che è nel programma dei confronti tra le parti in gioco. BT fa sul serio.