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Buon Halloween a tutti! Vi ripropongo un mio piccolo racconto da...

Creato il 31 ottobre 2013 da Weirde

Buon Halloween a tutti!

Vi ripropongo un mio piccolo racconto da brivido…..si fa per dire.

Il mostro

Era una notte buia e fredda. La luna era nascosta dalle nuvole e il buio avvolgeva fittamente ogni cosa. Un orribile urlo si alzò da una delle case della periferia che circondava la città. Era il grido di una donna disperata, la cui sanità mentale veniva messa a dura prova dall’orribile scena a cui stava assistendo.

-Aiuto! Aiuto!.- urlava la poverina.

Un passante che stava facendo jogging lungo la via deserta, fu allarmato da quelle urla agghiaccianti. Cosa poi stava succedendo in quella casa? Un furto? Un delitto? Un crimine efferato? La tentazione di proseguire per la sua strada e di allontanarsi dal pericolo era grande, ma un nuovo urlo lo fece esitare.

-Qualcuno mi aiuti!-

Non c’erano auto in giro, nessuno si aggirava furtivo, non vedeva segni di un incendio, tutto era calmo e silenzioso tranne quella donna. Decise di correre un rischio e si diresse verso la casa da cui provenivano le urla.

Suonò il campanello e urlò attraversò la porta.-Signora sta bene? Cosa succede?-

Forse al solo sentire la sua voce i malviventi sarebbero fuggiti.

Non sentì però alcun suono se non un nuovo urlo.-Aiuto! Presto entri e mi aiuti!-

Rumore di passi affrettati e poi una giovane donna spalancò la porta lo afferrò per la manica della tuta e lo trascinò in una stanza.

-Ecco il mostro! L’orribile bestia! Presto lo elimini, lo catturi, lo disintegri!- strillò puntando il dito verso il soffitto.

L’uomo sgomento guardò in alto e vide un piccolo ragno fermo immobile sul soffitto.

-E’ solo un ragno.-

-So che è un ragno, ed è enorme! Non ho il coraggio di tentare di ucciderlo con una scopa, potrebbe cadermi in testa, rimanere impigliato nei miei capelli, fare il nido in essi, camminare fino alle mie orecchie e decidere di entravi….Oooooo è terribile anche solo pensare a tutto quello che potrebbe farmi quel mostro. Mi aiuti la prego!-

E gli mise in mano una scopa. Il ragno intanto prese a muoversi verso una parete. –Presto! Si sta movendo potrebbe attaccarci! O nascondersi!-

L’uomo, sentendosi un cretino, ma non sapendo che altro fare strinse il manico della scopa e la sbattè contro la parete. Gli sembrava di aver preso in pieno il ragno. Sul muro era rimasto un segno, forse il sangue dell’insetto. La donne gli prese dalle mani la scopa e la scosse verso il pavimento, stando attenta a tenerla ben lontana dalla sua persona.

-Non c’è il cadavere!-commentò afflitta.-Come posso essere certa che sia morto, se non ho le prove! Non posso dormire sapendo che quella bestia sta strisciando lungo le mie pareti! Potrebbe entrare nel mio letto! Camminare sul mio corpo! Pungermiii!-

L’uomo si sforzò di comportarsi civilmente, anche se avrebbe voluto urlarle di andare al diavolo e di non fare la stupida, perché un piccolo ragnato non aveva mai ucciso nessuno.

-E’ sicuramente morto, guardi è rimasto anche il segno sulla parete.-

La donna esaminò attentamente la traccia, ma non apparve convinta.-Il segno potrebbe essere stato prodotto dalla plastica nera della scopa. No, devo assicurarmi che il mostro sia morto!-.

Corse fuori dalla stanza e tornò con uno scopettone, un secchio, uno straccio e una pila.

-Dovremo ispezionare tutto il pavimento in cerca del cadavere, se non troveremo nulla passeremo ai mobili posti vicino a quella parete, la scrivania e la libreria con lo stereo. Il corpo potrebbe essere caduto lì. Se anche lì non troveremo traccia del mostro, vorrà dire che è ancora vivo e potrebbe essere scappato a questa stanza. In quel caso dovremo allargare le ricerche a tutta la casa, ma spero non si arriverà a questo.-

L’uomo alzò gli occhi al cielo pregando Dio di dargli la pazienza.-Io veramente andrei a casa mia.-

-Nooooooo! Non può abbandonarmi!.- L’urlo gli lacerò i timpani e gli perforò il cranio, quella donna aveva veramente dei bei polmoni.

-La prego non mi abbandoni!-

Inspiegabilmente riuscì a convincerlo e lui si ritrovò ad aiutarla di nuovo in quella stupida ed insensata impresa.

La donna ispezionò tutto il pavimento con la pila elettrica, centimetro per centimetro. Non trovando nulla, iniziò poi a passare lo straccio umido sulle piastrelle, per assicurarsi di togliere ogni batuffolo di polvere in cui il piccolo mostro avrebbe potuto nascondersi. Intanto lui passò in rassegna i mobili alla ricerca del cadavere del mostro. Non trovò niente perciò iniziarono a sgombrare le superfici della scrivania e della libreria per spolverare anche lì. Spostarono, cercarono, e spolverarono, finché un urlo lacerò di nuovo il silenzio.

-Che schifoooooo!- la donna fece balzò indietro dallo stereo, come se questo l’avesse morsa.-Oddio forse l’ho toccato!-

-Cosa?-

-Il cadavere! Ho spostato la cassa dello stereo e stavo iniziando a spolverare quando l’ho visto!Eccolo lì! Il mostro è morto! Oddio che schifo, fa impressione!.-

L’uomo si avvicinò e vide che il minuscolo ragno era effettivamente morto e riposava, con le povere bambine tutte rattrappite, sulla superficie della libreria dietro le casse dello stereo.

-Presto, prenda il corpo e lo butti, non sopporto di guardarlo, avrò incubi per una settimana!-

L’uomo sospirò, e prese in mano il corpicino per poi buttarlo nella pattumiera. Questa notte da incubo era finalmente finita. Guardò l’orologio e vide che era proprio finita, poiché erano ormai quasi le quattro di mattina.

Era l’alba di un nuovo giorno. Un timido sole scaldava le strade deserte di una città ancora avvolta nelle spire del sonno.
Sotto un portico di una casa in periferia, un uomo e una donna si salutarono un’ultima volta: la parola addio era stampata sui loro volti.
Non si sarebbero più rivisti, era l’alba di un nuovo giorno.

(Fonte: oh-wow---lovely)


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