Il risparmio postale è storicamente uno dei più amati dai cittadini italiani: negli ultimi tempi un’importante campagna pubblicitaria ha rilanciato i buoni fruttiferi postali (BFP), titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti che sono garantiti dallo Stato e distribuiti proprio da Poste Italiane. Tra crisi bancarie, bail in, prezzi del petrolio in picchiata e crollo dell’economia cinese, per i risparmiatori che non si fidano più di un mercato azionario in difficoltà e di un mercato obbligazionario incapace di garantire rendimenti interessanti, i BFP rappresentano un’opzione in più. Cerchiamo di sapere di più su questi prodotti, sulle loro caratteristiche e rendimento.
Caratteristiche e tipologie di BFP: emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato
I buoni fruttiferi postali rappresentano un classico del settore risparmio: in passato venivano molto utilizzati, magari intestati a nome di figli o nipoti. Lo scenario che si è venuto a creare e gli accattivanti spot che passano in televisione potrebbero far tornare prepotentemente di moda questo particolare strumento. Ecco le caratteristiche principali del BFP: emessi da Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato, soggetti a ritenuta fiscale del 12,50%, esenti da imposta di bollo per rimborsi fino a 5.000 euro, esenti da spese e commissioni, rendimento crescente nel tempo, rimborsabili in ogni momento, restituzione del capitale investito maggiorato con gli interessi maturati.
Il rendimento dei buoni fruttiferi postali
Nelle caratteristiche fin qui elencate abbiamo visto solo aspetti positivi: certezza, tassazione agevolata, possibilità di richiedere il rimborso in ogni momento. I lati meno positivi si trovano quando si affronta il tema del rendimento: in un periodo in cui i tassi d’interesse sono molto vicini allo zero i buoni fruttiferi postali non possono certo garantire una grande remunerazione del denaro. I BFP ordinari hanno un rendimento annuo lordo dello 0,15% per i primi tre anni, dello 0,21% se viene mantenuto per più di 5 anni, dello 0,45% se si va oltre i 10 anni e dell’1,06% alla scadenza naturale dei 20 anni. Nei BFP 3X4 si va dallo 0,20% dopo i primi 3 allo 0,80% per la durata massima; per i BFP 4X4 si va dallo 0,25% all’1%. Si capisce subito che i tempi in cui i buoni fruttiferi postali che riuscivano a raddoppiare il loro valore cono solo un ricordo decisamente sbiadito. Tutto sommato, i BFP continuano a creare nei possibili acquirenti una sensazione di fiducia e positività: rispetto ai conti di deposito delle banche hanno un rendimento molto inferiore, ma una tassazione agevolata e soprattutto la garanzia dello Stato, mentre rispetto ai Btp offrono la possibilità di un rimborso sicuro anche prima della scadenza (il rendimento dei buoni del Tesoro alla scadenza è teoricamente più elevato, ma prima del termine il loro prezzo di mercato è condizionato dall’andamento dei tassi).