di Angelo D'Amore. Caro Di Pietro,
da te non me lo sarei aspettato. Da sempre ti sei battuto per la legalità contro ogni tipo di ruberia e abuso della casta. Ti sei assurto ad unico difensore della costituzione, attaccando anche "il Quirinale", senza se e senza ma. Hai fatto dell'antiberlusconismo il tuo credo, la tua filosofia, la tua ossessione.
Di tutto ciò ne hai fatto un tuo dogma o forse, sei stato abile a farcelo pensare. Ma come spesso tu andavi affermando, anche a te ti hanno preso con le mani nella marmellata. Hai tenuto nascosto per anni il bilancio del tuo partito e forse, e ripeto forse, quei soldi li hai utilizzati per usi personali, diciamo come l'ultimo dei "trota" arrivati a Montecitorio. Ti prego, adesso non fare il Formigoni di turno, arroccandoti nel tuo fortino. Lascia il partito (...l'Italia di quali valori?) ad altri, perchè non è giusto che esso finisca per colpa tua. Anzi, lascia la politica e questo mondo che neanche a te appartiene, perchè di gente come te, ne abbiamo davvero già abbastanza. E non ti illudere che Grillo ti tenda più di tanto la mano, le sue boutade sono semplici esperimenti propagandistici. Ritornatene nel tuo feudo molisano, tutti i decaduti lo fanno. Li ci sarà sempre tanta gente che continuerà a considerarti un piccolo patriarca (lo stesso è capitato a Mastella), a farti credere che tu sei vittima del potere, quello stesso potere che anche a te ha accecato la vista.
Bye, bye, Tonino! ...la prima cosa che ho fatto, ti ho cancellato dai link del mio blog.