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C'è più logica e verità nei cartoni animati dei puffi che nei libri di storia

Creato il 14 novembre 2011 da Corradopenna
C'è più logica e verità nei cartoni animati dei puffi che nei libri di storia
Se cercate nei libri di storia il motivo per il quale in Italia vi siano stati per lungo tempo guerre fratricide tra repubbliche marinare, tra signorie, tra città rivali, troverete risposte di una banalià disarmante.
Infatti i libri di storia tendono ad attribuire quasi tutte le peggiori gesta degli uomini (ovvero le guerre) al desiderio di ricchezza e di potere. Ci si dovrebbe chiedere però che ricchezza andavano cercando i già ricchi mercanti di Genova e Venezia e delle altre repubbliche marinare quando combattevano tra di loro o perché i signori dell'Italia del basso Medioevo invece che trovare un accordo per regnare in santa pace ognuno nel proprio paese e godersi una serena vita di agi, mettevano tutto a repentaglio combattendosi.
Ai loro tempi le guerre si facevano ormai da almeno 4.000 anni, ed il genere umano (soprattutto i potenti dell'epoca) non era certamente così stupido da non capire che se una guerra si vince l'altra si perde, che a tirare le somme alla lunga non ci guadagna nessuno, che le guerre possono minare l'economia di una nazione, che le guerre sono una spesa per entrambi i contendenti, che le guerre possono portare occasionalmente ricchezza per poi portare miseria e povertà, che al netto di tutte le vittorie e di tutte le sconfitte nell'arco di un secolo le guerre portano ad saldo complessivamente passivo, che anche l'impero di Roma è finito nella polvere.
E se a quei tempi si potrebbe anche pensare (forse) ad una ingenuità dei signori dell'epoca, c'è da chiedersi come mai l'uomo abbia l'enorme sfortuna di essere guidato in tutte le epoche ed in ogni luogo da persone "socialmente pericolose", così matte da creare continuamente delle guerre mettendo a rischio il proprio paese.
Possiamo ancora pensare, dopo secoli e secoli in cui permane la stessa situazione, che le guerre si continuino a fare per l'ingenuo quanto irrealizzabile tentativo di accaparrare soldi e potere?
Il re (o principe o signore che dir si voglia) che bisogno può mai avere di fare guerra alle altre entità politiche sue vicine? Per i soldi? Aveva già di che essere ricco e straricco, e probabilmente conquistare il dominio su nuove terre non gli avrebbe permesso di possedere qualcosa di cui poi potesse godere. O meglio avrebbe potuto avere qualche cosa in più, di cui non avrebbe praticamente saputo che fare, in cambio del rischio che una guerra persa potesse portare alla sua destituzione.
Anche ai giorni nostri vediamo persone ricchissime e potentissime continuare ad accumulare potere e ricchezza, quando non riusciranno mai a spendere nemmeno un decimo di quella ricchezza che hanno messo da parte. Non è un caso che molti di loro utilizzino parte di queste immense fortune in pseudo "progetti umanitari"; vedi Bill Gates che finanzia progetti per vaccini che riducano la popolazione mondiale, le teconologie per i vaccini celati, progetti di organismi OGM per veicolare vaccini, progetti di geoingegneria ... uno peggiore dell'altro.
Questa è gente che non persegue la ricchezza per la ricchezza, ma che al massimo è stata comprata col miraggio della ricchezza, gente che per la ricchezza si è letteralmente venduta l'anima al demonio, e che ora si trova costretta ad obbedire al patto stretto con i predatori dell'umanità.
Non sono solo i grandi ricchi ed i potenti che fanno questi patti col diavolo, ma fin troppo spesso anche gli artisti di successo (nel mondo della musica pop/rock, ma non solo). Qui sotto un esplicito spezzone di intervista a Bob Dylan.



Bob Dylan: Tornando al discorso del destino ... sai ho fatto una specie di patto di ferro con lui ... un sacco di tempo fa, sto cercando di ritardare la fine
Intervistatore: Con chi hai fatto il patto?
Bob Dylan: Con ... con ... con il comandante, il comandante in capo! Su questa terra e ... nel mondo che non possiamo vedere.
La cantante Katy Perry alla fine di questo breve spezzone tratto da un'altra intervista ammette anche lei "I sell my soul to the devil", ovvero "ho venduto l'anima al diavolo"; qualcuno penserà che stia solo scherzandoci su, qualcuno penserà che sono solo coincidenze ma anche Eminem lo dice, e non è certo l'ultimo.
In una puntata della serie a cartoni animati "I puffi" intitolata "L'albero dei soldi", Puffo Golosone trova uno strano albero su cui crescono delle chicche dorate. Dopo averne mangiata una diventa molto avido e si arricchisce a spese di tutti gli altri abitanti del villaggio, che perdono ogni loro avere pur di ottenere la nuova golosità che solo lui può fornire agli abitanti di puffilandia.
La smania di avere sempre di più, di accumulare ogni avere del villaggio, perfino ciò che a lui non potrebbe mai servire e che a lui non interessa per niente (come la tromba del Puffo Stonato o lo specchio del Puffo Vanitoso) non è per niente una cosa normale, ma è indotta da un maleficio del mago cattivo Gargamella e di sua madre. 
Nella puntata in questione si vede un diavoletto rosso (la madre di Gargamella) che combatte, nella coscienza di Golosone, contro la sua anima fondamentalmente buona. Alla fine il Puffo Golosone si rende conto che, pur essendo entrato in possesso di ogni avere del suo villaggio, ha perso l'amicizia dei suoi amati Puffi e persino la gioia di vivere. Di conseguenza decide di restituire a tutti gli abitanti del villaggio le cose di cui si era impossessato e di "mandare al diavolo" il diavoletto rosso, che indignato e frustrato scompare dalla circolazione.
Questa storielle fiabesca forse è più realistica di mille libri di storia, in quanto rimanda alle entità che manovrano dietro il sipario. Quando si cerca di negare le scie chimiche spesso si utilizza lo pseudo ragionamento secondo il quale nessun uomo avvelenerebbe l'aria che egli stesso respira. A parte il fatto che costoro sono così ricchi da potersi permettere potentissimi depuratori per l'aria e per l'acqua, cure mediche avanzatissime per prevenire ogni malanno causato dalle scie chimiche (chi crea la malattia spesso crea di pari passo il rimedio), la vera logica consiste nel riconoscere che nessun essere umano farebbe una cosa così folle come avvelenare tutto il pianeta sul quale dovranno vivere lui i suoi figli ed i suoi nipoti, a meno che non sia costretto da entità non umane e/o non terrestri.
C'è più logica e verità nei cartoni animati dei puffi che nei libri di storiaA proposito di scie chimiche, una delle puntate del famoso cartone animato per bambini è dedicata alla modificazione climatica, ad opera del puffo inventore che costruisce un'apposita macchina per regolare il clima. La morale della favola, enunciata dal grande puffo, è che "non bisogna scherzare col tempo".

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