Magazine Diario personale

C’é sempre di meglio! Come neanche 10 giorni in UK ti fanno cambiare idee e convinzioni

Da Koalalondinese @farego

Che caldo
É stata la prima cosa che ho pensato appena scesa dal treno alla stazione di Redhill, con le mie due mega valige e lo zainone sulle spalle.

Era fine Maggio e mi sentivo morire. Ero partita con una terza valigia: quella mentale. Quella degli altri e dei loro pensieri, ansie, dubbi e convinzioni. Quella del sei troppo vecchia per fare questa pazzia, sei stata un scema a mollare un lavoro a tempo indeterminato, poi di questi tempi!, Del ma dove pensi di andare, cosa credi di fare, ma va va io alla tua etá avevo giá una famiglia no il tempo di fare ‘ste mattate! Ma invece di fare ‘sta caxxata perché non pensi a fare un concorsino per entrare in un posto statale? Fai bene ad andartene ma un amico del mio amico mi ha detto che …

Lei l’avevo conosciuta poche settimane prima online, quando di colpo la signora che mi doveva affittare la stanza ci aveva ripensato, italo-inglese si era carinamente offerta di farmi crashare da lei nel Surrey, mentre io mi trovavo una stanza a Londra.

Vivo nel nulla, te lo dico!” Mi aveva avvertito, e nel nulla ci viveva davvero! Nel nulla delle campagne inglesi, fra le dolci e verdi colline del Surrey. “Senza macchina non si fa niente!

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Il suo appartamentino era piccino, immerso nella natura e ficcato nel ricco college dove lei lavorava. Un materasso per terra preso dal dormitorio, perché questo era disponibile, messo lí per terra fra salottino e cucina e via!

Le nottate insonni a pensare, ascoltando fuori grilli e vari animali fare su e giú per le campagne. Al mattino le lunghe e faticose scarpinate fino al paese vicino, Redhill. Un sali e scendi di colline, passeggiate nei boschi e soste fra stagni e laghetti a guardare anatre, papere e cigni.

Che intendi fare?” Mi chiede lei mentre me ne sto accucciata su una poltrona.

Non lo so.” Rispondo io, ancora incredula di aver trovato il coraggio di andarmene dopo anni di ripensamenti e tentennamenti.

Intanto prendi un appuntamento per il NIN.” Mi dice prendendo il telfono. “Dai chiamali!

Ma non so neanche dove andró a vivere a Londra.” Le dico girandomi fra le mani il foglietto con il numero scritto a penna.

Dagli il mio, poi si vedrá!” Mi fa lei insistente di chi ti sta scrollando mentalmente dal tuo stato di apatia mista ansia.

Le mie giornate passano fra i silenzi della campagna, e il piccolo centro che é Redhill.

Me ne voglio andare via da qui!” Mi fa lei una sera mentre passeggiamo di fuori.

Ma come? É bellissimo qui!” Le dico gesticolando verso le campagne e l’antica tenuta del college.

Ahhhh da ragazza di cittá a ragazza di campagna!

Ahhhh da ragazza di cittá a ragazza di campagna!

Lei mi guarda come si possa guardare un’ingenua, una che ha parecchia strada ancora da fare. “C’é di meglio che queste vallate, Redhill e il college. Credimi.

Ma hai un lavoro sicuro qui!” Le ricordo, non capendo del lavaggio del cervello tutto italiano che in questi anni mi hanno fatto. Del fatidico posto fisso, dei pro di averlo e zero contro, del mito del posto statale, dello stipendio fisso senza avanzamente macché te frega tanto c’hai un posto fisso! Del morire di tedio a fare le stesse cose e invidiare chi cambia e se ne va, lasciando dietro quelli come te bloccati dal so quel che lascio, ma non quel che trovo! Del sentirti in colpa per il solo desiderare di cambiare e fare cose nuove, pur avendo un lavoro quando in giro c’é gente che non lo ha!

Lei scrolla le spalle e finisce la sigaretta, io la fisso e mi sento tanto come tutti quelli che al mio annuncio del mollo tutto e me ne vado altrove, hanno reagito con sguardi vaghi e perplessi.

Vieni ti mostro la vera faccia dell’Inghilterra.” Mi dice una mattina prendendo le chiavi dell’auto.

La seguo fuori, fa caldo lei si lega i capelli biondi ossigenati e sale in auto, “oggi ti porto a Reigate, é qui vicino ma vedrai un’altra faccia dell’Inghilterra, imparerai che qui sono molto classisti.
Io la fisso come un marziano. Ma parli della mitica Inghilterra dove tutto sembra possibile, dove tutto sembra funzionare alla grande, quelli che sembrano che stanno avanti luce all’Italia e sono aperti al mondo intero visto che ogni giorno qui arrivano a frotte? La terra del tutto é possibile e soprattutto meglio che starsene in patria propria?

Parcheggiamo e ci buttiamo nel cuore del paese. Ci rimango. Reigate é posh, piena di negozietti e boutiques, respiri un’aria country-chic rilassata, casine in mattoncini e giardini curati. C’é pure un delizioso mercatino, e un bel pó di caffetterie eleganti. Redhill invece é piena di poveracci, non respiri di certo tutta questa ricchezza. Vedi la ragazzetta di manco vent’anni incinta che spinge un passeggino con uno dentro di giá 2 anni. A sera stanno sulle panchine a bere. Non c’é molto se non un piccolo centro commerciale dove ci sono solo negozietti cheap, pensate che grosse catene come TK Maxx e Nandos solo nel 2013 hanno iniziato a pensare di aprire qualcosa qui.

Caffetterie e vicoletti a Reigate

Caffetterie e vicoletti a Reigate

Cemento e poco piú a Redhill

Cemento e poco piú a Redhill

 

Eppure Redhill é nello stesso borough di Reigate, li divide solo una collina! 

Ci sediamo in una elegante sala da tea, ordiniamo la colazione e lei mi guarda: “te l’ho detto che c’é di meglio.” Di meglio che quella scuola, cattedrale in mezzo al deserto. Di meglio di quel paesello tutto working-class. Di. Meglio. C’é sempre di meglio, ma finché uno rimane nei propri confini, difficile che di.meglio venga a suonare alla tua porta!

Magari di.meglio é vicino a te, é oltre una collina, é a pochi km, é un paio di pensieri dopo quelli negativi, é nel fare il primo passo e mettere dietro il secondo, terzo, quarto, quinto ..

Passano una decina di giorni, poi finalmente trovo casa a Londra!

Vienimi a trovare!” Le dico prima di prendere il treno per Londra.

Lei sorride da dietro gli occhiali grossi da diva neri. “Ovvio!

Mi sento eccitata, finalmente dopo un piccolo stallo ora proseguo il mio cammino, vado a Londra. Sola. Mi prende l’ansia, ma fin qui me la sono cavata quindi proseguo il mio cammino!

;)

Un anno dopo mentre sorseggio un cappuccino in un coffee shop arriva lui: bellissimo e signorile.
Ordina un cappuccino on the go, mi sorride pacato-chic e nell’attesa del barista che lo prepara parliamo un pó, alla fine poco prima di prendere il suo bicchierone di carta, se ne esce che vive a Reigate ma lavora qui a Londra.

Reigate. Hai capito! Ovvio no?

Eeeee agli inizi, che ingenua! ;)

Eeeee agli inizi, che ingenua! ;)

 


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