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“Cadrò, sognando di volare” di Fabio Genovesi

Creato il 16 febbraio 2020 da Fedetronconi

“La realtà è la scrittrice più grande che ci sia.”

“Cadrò, sognando di volare” di Fabio Genovesi

Dopo alcuni anni, grazie sempre a Federica Tronconi e al suo blog L’ultima riga,  ho la fortuna di incontrare nuovamente Fabio Genovesi, a tu per tu, insieme ad altre persone appassionate di storie e libri, in particolare di quelli scritti da Fabio.

“Cadrò, sognando di volare” è il nuovo romanzo di Fabio, libro pubblicato da Mondadori Editore, e Fabio è anche il nome del protagonista. Questa scelta svela immediatamente l’elemento autobiografico che Fabio ci conferma, ma proseguendo pagina dopo pagina all’interno della storia, il dato personale si rivela del tutto ininfluente rispetto al liberarsi dei temi, e dello stile dell’autore.

Siamo all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso, il protagonista è un giovane del centro Italia, figlio, cugino e amico di tanti ragazzi come lui, ragazze un po’ meno. Ma l’occasione per conoscere l’altro sesso in modo più aperto e deciso si presenta in occasione di una vacanza organizzata dalla compagnia in Spagna.

Tutto è pronto per partire, ma nella cassetta della posta viene infilata una speciale cartolina.

Eh sì, a quei tempi vigeva ancora l’obbligo del servizio militare, rimandato in virtù degli studi universitari, e che comunque Fabio non avrebbe svolto perché ha optato per il servizio civile come educatore. Eppure, la cartolina è lì.

L’evento inaspettato sconvolge i piani di Fabio, sconvolgerà non poco anche la tranquilla e sistematica vita familiare, e non sapete ancora che sta per partire il Giro d’Italia di ciclismo.

Il racconto di alcuni Giri d’Italia, non uno solo, ma di un solo atleta simbolo del Giro, fa da controcanto, da specchio, da esempio alla storia personale del nostro protagonista, che nel frattempo parte per il servizio civile, non molto lontano da casa tutto sommato, ma in un posto come si suol dire, che sembra dimenticato da Dio. Eppure è pieno di preti.

 

“…nella vita è sempre così: più ci tieni a far vedere che stai bene, più dentro di te traballi sul filo del suicidio.”

 

Dalle parole di Fabio Genovesi, che a me piace un sacco quando scrive, ma due sacchi quando parla, dalla sua viva voce abbiamo saputo che questa storia è nata da un fatto curiosissimo, dalla sua amicizia con due galline.

Non è fantastico?

E poi da lì è partita in una corsa sfrenata, portando lo scrittore nei tanti luoghi che avrete la possibilità di frequentare leggendo il libro, e nei tanti incontri uno più interessante dell’altro che Fabio e i suoi lettori faranno.

L’intreccio creato dall’autore sembra frutto di uno studio preparatorio impegnativo, come avesse realizzato la base per un mosaico, dove ogni minima tessera deve stare al suo preciso posto per far risplendere l’opera d’arte.

E invece, a quanto pare, Fabio crea mentre scrive, crea mentre racconta scrivendo, mentre guarda parlando. A me incanta, tanto che ho faticato molto  pensando a una domanda da fargli e alla fine gli ho chiesto questo:

“Cadrò, sognando di volare” è un romanzo triste o no?

C’è un po’ di questo e un po’ di quello è stata la risposta, per niente banale, per niente diplomatica. E’ la pura verità. Non aspettatevi piagnistei per essere caduti, o esaltazioni smodate da stadio per aver volato alto oltre traguardi inimmaginabili. Le storie che stanno in questo libro, spronano , incoraggiano, lanciano oltre l’ostacolo, e poi … andate a leggere come va a finire.

Buona lettura, e grazie a Fabio.

“È la storia di un uomo. Di un arrembaggio all’impossibile.”

Claudio Della Pietà

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